Ultimo aggiornamento 27 Ottobre, 2023, 15:53:19 di Maurizio Barra
L’Indice delle imprese – osserva l’Istat – “si estende a tutti i settori salvo quello delle costruzioni. L’indice complessivo raggiunge il valore più basso da aprile 2021”. “L’indice di fiducia dei consumatori si riduce per il quarto mese consecutivo raggiungendo il valore più basso da gennaio 2023”. Osserva l’Istat.
“Si segnala un generale peggioramento di tutte le nove variabili che compongono l’indicatore” sia sulla situazione personale sia su quella economica generale “ad eccezione delle aspettative sulla disoccupazione, che sono in miglioramento, e dei giudizi sulla situazione economica familiare il cui saldo cresce lievemente”.
Nel dettaglio, i quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti segnano dinamiche negative: il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni più consistenti (il primo passa da 115,2 a 110,5 e il secondo da 113,2 a 107,7); il clima corrente cala da 100,2 a 97,4 e il clima personale scende da 102,2 a 98,6.
Con riferimento alle imprese, nella manifattura e nei servizi si stima una riduzione, seppur con intensità diverse, dell’indice di fiducia. Nelle costruzioni, in controtendenza, la fiducia è in miglioramento. Più in dettaglio, l’indice di fiducia scende nella manifattura da 96,4 a 96,0; nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio il calo è più deciso con l’indice che passa, rispettivamente, da 100,5 a 98,1 e da 107,1 a 106. Nelle costruzioni, invece, l’indicatore sale (da 160,9 a 163,8).
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura peggiorano i giudizi sugli ordini mentre crescono le attese sulla produzione e le scorte sono giudicate in lieve decumulo. Nelle costruzioni tutte le componenti migliorano.
Passando ai servizi di mercato, sia i giudizi sugli ordini sia quelli sull’andamento degli affari sono in peggioramento, mentre le attese sugli ordini aumentano. Per quanto attiene al commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite sono improntati all’ottimismo in presenza, tuttavia, di un accumulo di scorte di magazzino e di un deterioramento delle attese sulle vendite.
Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva rivolte alle imprese manifatturiere, nel terzo trimestre 2023 si stima una diminuzione del grado di utilizzo degli impianti.
Unc, caro vita e caro bollette pesano su fiducia
Il calo a ottobre dell’indice della fiducia dei consumatori da 105,4 a 101,6 è “Una débacle per il Governo!”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo Dona, il “Trimestre anti-inflazione, partito a ottobre” non ha avuto effetto sulla fiducia dei consimatori “costretti ogni mese a dover far quadrare i conti e ad affrontare il costo della vita alle stelle. Insomma, il crollo della fiducia è una diretta conseguenza dell’effetto carovita e caro bollette, che incidono pesantemente sia sull’andamento dell’economia del Paese che su quello delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Precipitano, infatti, le attese sia sulla situazione economica dell’Italia, da -27,2 a -42,9, che della famiglia, da -16,5 a -23,9. Non va meglio, però, per il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che è vero che è uno dei pochi dati non negativi, restando sostanzialmente stabile (da -41,5 a -41,1), ma si tratta solo di un effetto ottico, un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che il dato era già franato a settembre ” conclude Dona.
Codacons, timori su caro bollette affondano clima fiducia
“Il rischio di ripercussioni sul fronte delle bollette energetiche legato al conflitto scoppiato in Israele si riversano sulle aspettative di consumatori e aziende” e affondano il clima di fiducia. La fiducia di imprese e consumatori registra una nuova diminuzione a ottobre, un segnale estremamente preoccupante specie sul fronte dei consumi”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. “L’indice sulla fiducia delle famiglie registra un ulteriore calo e diminuisce anche quello per le imprese. Il caro-vita che continua ad imperare in Italia e il rischio di ripercussioni sul fronte delle bollette energetiche legato al conflitto scoppiato in Israele si riversano sulle aspettative di consumatori e aziende – spiega il Codacons – A fronte di tali emergenze i provvedimenti varati dal Governo, a partire dal paniere salva-spesa, non hanno prodotto gli effetti sperati: un segnale preoccupante considerato che ad una minore fiducia dei consumatori corrisponde una più bassa propensione alla spesa da parte delle famiglie, che potrebbe portare ad una crisi dei consumi”.
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