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Iva non versata per 500mila euro, assolto imprenditore

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Ottobre, 2023, 17:24:17 di Maurizio Barra



Era stato accusato di non aver
versato Iva per oltre 540mila euro per l’anno 2016 e per questo
in primo grado era stato condannato nel 2021 dal tribunale di
Bologna a nove mesi, più pene accessorie e alla confisca di beni
per l’equivalente del presunto profitto del reato. Ma la Corte
di appello ha ribaltato la decisione, assolvendo l’imprenditore,
all’epoca dei fatti rappresentante della Gazzotti, storica
azienda attiva nella produzione e commercializzazione di
pavimenti e rivestimenti in legno, poi divenuta Bopar spa,
fallita a marzo 2018. I giudici hanno accolto la linea difensiva
dell’avvocato Gabriele Bordoni, sulla mancanza dell’elemento
soggettivo: in vista del fallimento, non pagare l’imposta può
essere giustificato se si teme, saldandola, di violare
anticipatamente la cosiddetta par condicio fra i creditori.


   
La difesa, che non aveva contestato l’omissione, aveva
sostenuto l’assenza del dolo, spiegando tra l’altro che in una
prima fase l’omesso accantonamento delle imposte dovute era
coerente con il tentativo lecito e ragionevole di fronteggiare
la grave situazione in cui versava l’impresa, non determinata
dall’imputato ma ereditata da una precedente gestione e che anzi
lo stesso tentava diligentemente di fronteggiare. E che poi, se
avesse pagato quel debito lo avrebbe fatto solo per cavarsi
d’impaccio da un possibile rilievo penale, ma non aveva senso
pagare l’Iva del 2017, senza avere sanato il debito esistente e
analogo per l’anno fiscale precedente: sarebbe stato un
pagamento preferenziale di fatto verso se stesso che lo avrebbe
esposto al rischio di una accusa più grave di bancarotta
preferenziale.


   
All’assoluzione si è arrivati anche dopo una lunga battaglia
sul sequestro dei beni, appellato al Riesame e finito tre volte
in Cassazione dove sono state le Sezioni unite, a giugno 2023,
ad esprimersi infine con una risoluzione in diritto a favore
dell’imprenditore: il sequestro va comunque eseguito sulle somme
della procedura prima di andare a cercarle tra i beni
dell’amministratore all’epoca della presunta omissione
tributaria.


   

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