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Tajani : "Le parole di Erdogan? Hamas è organizzazione terroristica"

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Ultimo aggiornamento 27 Ottobre, 2023, 05:04:23 di Maurizio Barra

BRUXELLES – “Il segretario generale Guterres ieri ha chiarito la sua posizione, ha detto cose un po’ diverse e ha spiegato di essere stato male interpretato, non credo che dobbiamo accendere altre polemiche”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del summit del partito popolare europeo. Rispondendo a chi gli faceva presente le dichiarazioni di ieri del presidente turco Recep Tayyp Erdogan, secondo cui i miliziani di Hamas sono “liberatori”, Tajani ha sottolineato che “la Turchia fa parte della Nato” e che “la posizione italiana è chiara: Hamas è un’organizzazione terroristica”.

“Credo che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen abbia ragione ad avere una posizione ferma, perché un conto sono le ragioni del popolo palestinese, un conto un’aggressione vile andando a cercare casa per casa donne, bambini e innocenti: non è stato un attacco militare contro delle postazioni militari, ma un attacco cruento che puntava a provocare una reazione da parte di Israele”, ha poi aggiunto il vicepremier rispondendo a chi gli chiedeva delle tensioni tra i vertici comunitari sulle posizioni da adottare sul conflitto in Medio Oriente. “Decapitare neonati e prendere 90enni in ostaggio è da vili, credo sia stato giusto da parte di tutti condannare un attacco del genere”, ha aggiunto.

Resta necessario “avviare un percorso per i due Stati che dia una prospettiva ai palestinesi, così da tagliare l’erba sotto Hamas che va delegittimata dal punto di vista militare ma anche dal punto di vista politico”, ha detto rimaarcando il bisogno di considerare l’Anp come unico interlocutore, per la parte palestinese. “Hamas non può esserlo e allo stesso tempo bisogna assolutamente garantire il diritto di Israele ad esistere”, ha poi aggiunto.

“Lavoriamo perché il conflitto tra Israele e Hamas non diventi regionale, serve grande prudenza e responsabilità: tutte le iniziative del governo italiano vanno in questa direzione, fermo restando il diritto di Israele a eliminare le centrali di Hamas”, ha poi spiegato. “Ma siamo anche preoccupati della preoccupazione palestinese: non può esserci il cessate il fuoco ma si può trovare un accordo per un’eventuale breve sospensione per far uscire la popolazione civile o i cittadini che hanno doppio passaporto”, ha aggiunto.

Il numero due del governo è poi stato interpellato sulla manovra. “Sull’aumento del tasso della cedolare secca per i contratti a breve termine chiediamo delle garanzie perché non si possono penalizzare alcune realtà: già è stato corretto qualcosa nella proposta di Giorgetti, secondo le nostre richieste, ma noi ci batteremo finché il testo del Mef non arriverà in Parlamento perché non ci sia un aumento della pressione fiscale” ha detto rispondendo ai cronisti sulla posizione di Forza Italia sul possibile aumento della cedolare secca sugli affitti brevi nella manovra.

A nome di Forza Italia Tajani si è poi detto soddisfatto della vittoria di Donald Tusk in Polonia. Sono convinto che, se farà un governo e lo guiderà lui, questo sarà positivo: le relazioni con l’Italia saranno molto positive e sarà positiva la sua presenza in Europa, visto che ha guidato anche il Consiglio per molti anni, ha una mentalità europeista e questo aiuterà anche in futuro”, ha assicurato.

In mattinata, nel discorso sulla piattaforma sul Global Gateway (il piano di investimenti per le piattaforme nei territori extra-Ue), il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sollevato il tema di una gestione accorta dell’Ets (emission trading sistem) sostenendo che “è cruciale offrire ai nostri operatori economici e ai partner un ambiente favorevole alla cooperazione e al commercio”.

Davanti alla presidente von der Leyen, all’Alto Rappresentante Josep Borrell e a vari Primi Ministri e diversi ministri degli Esteri europei Tajani ha ricordato come l’Unione europea, con l’obiettivo di abbattere le emissioni, ha deciso di introdurre una tassa che colpirebbe le grandi navi porta container qualora queste scegliessero, come avviene oggi, di fare scalo nei porti europei che si affacciano sul Mediterraneo prima di raggiungere i grandi porti del nord Europa o quelli americani: la tassa verrebbe pagata al 100% nella tratta tra due porti Ue, al 50% se uno dei due porti (di provenienza o di approdo) è extra Ue, mentre non esisterebbe per una navigazione tra due porti extra Ue: una nave proveniente dall’India e diretta in Usa, ad esempio, pagherebbe zero euro se decidesse di fare scalo in un porto nordafricano.


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