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Da Assisi una 'voce forte contro tutte le guerre'

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Ultimo aggiornamento 29 Ottobre, 2023, 14:24:01 di Maurizio Barra

Una “voce forte contro la guerra, contro tutte le guerre” si è levata da Assisi in occasione dell’incontro “Possono le religioni fermare la guerra?” che si è tenuto sabato pomeriggio, nella Sala della Conciliazione del palazzo comunale, nell’ambito delle iniziative per lo Spirito di Assisi.
    Don Tonio Dell’Olio ha parlato di “scempio dell’umanità”. “Da qui può partire un messaggio forte con cui, tutti insieme, chiediamo la pace” ha detto la sindaca Stefania Proietti secondo quanto si legge in una nota del Comune. “Ma – ha aggiunto – sono convinta che Assisi possa fare ancora di più perché, di fronte all’inferno che vediamo, in queste ore abbiamo il dovere di fare ognuno la propria parte, come ha fatto il nostro vescovo nel mettersi a disposizione con la propria persona. Allora, alziamo un grido di pace che squarci le tenebre di questa cieca violenza che semina atrocità inaudite, ed è arrivata a massacrare tanti, troppi bambini innocenti. Siamo nell’anno di inizio dei centenari francescani, questo è l’ottavo Centenario del primo presepe che San Francesco realizzò a Greccio. Nemmeno un mese prima dello scoppio del conflitto eravamo, insieme al sindaco di Greccio in Terrasanta dove, insieme al sindaco di Betlemme, abbiamo sottoscritto e lanciato un appello per la pace universale, citando l’Enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco. Un percorso di pace che non possiamo abbandonare, neanche in questo momento in cui l’oscurità sembra senza fine, secondo gli insegnamenti di San Francesco che nella sua vita ha praticato pace, dialogo e fraternità”.
    Secondo il vescovo Domenico Sorrentino si tratta di “una grande sfida per tutte le religioni di fare di più per la pace, per la vita”. E a proposito della domanda del convegno se le religioni possono fermare le guerre il vescovo ha risposto di sì “se chi professa una fede lo fa autenticamente, se si accoglie reciprocamente la verità e se queste possono influenzare nel bene la società”. Edith Bruck, scrittrice ungherese ebrea che ha vissuto l’orrore dei campi di concentramento, ha spiegato di credere “che le religioni non possano fermare le guerre, forse le alimentano. Quello che stiamo vivendo è una barbarie, non ci sono parole per esprimere il dolore”. Padre Enzo Fortunato, giornalista e scrittore, si è soffermato sulla strage dei bambini. “Non ci sono parole nel vocabolario – ha detto – per esprimere la barbarie del sangue innocente che si sta versando in quelle terre. La strada da seguire è sempre quella del dialogo, della fiducia, tra genti diverse che professano religioni diverse”.

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