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Sinodo, la messa del Papa: "Il principio che ispira tutto è amare Dio e il prossimo"

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Ultimo aggiornamento 29 Ottobre, 2023, 13:33:33 di Maurizio Barra

“Fratelli cardinali, confratelli vescovi e sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli, a conclusione di questo tratto di cammino che abbiamo percorso, è importante guardare al ‘principio e fondamento’ da cui tutto comincia e ricomincia: amare, amare Dio con tutta la vita e amare il prossimo come sé stessi. Non le nostre strategie, non i calcoli umani, non le mode del mondo, ma amare Dio e il prossimo: ecco il cuore di tutto”. Lo ha detto Papa Francesco nella messa in San Pietro a conclusione della prima sessione del Sinodo dei Vescovi sulla Chiesa sinodale. “Ma come tradurre tale slancio di amore? Vi propongo due verbi, due movimenti del cuore su cui vorrei riflettere: ‘adorare’ e ‘servire’. Amare Dio si fa con l’adorazione e con il servizio”, ha aggiunto nell’omelia.

Nella Basilica di San Pietro sono presenti cinquemila fedeli per la messa presieduta dal Papa al termine del Sinodo dei Vescovi. 

E’ un peccato grave sfruttare i più deboli. “Penso a quanti sono vittime delle atrocità della guerra; alle sofferenze dei migranti, al dolore nascosto di chi si trova da solo e in condizioni di povertà; a chi è schiacciato dai pesi della vita; a chi non ha più lacrime, a chi non ha voce. E penso a quante volte, dietro belle parole e suadenti promesse, vengono favorite forme di sfruttamento o non si fa nulla per impedirle”, ha detto il Papa. “È un peccato grave sfruttare i più deboli, un peccato grave che corrode la fraternità e devasta la società”, ha aggiunto Francesco. 

La brama di successo e avidità sono forme d’idolatria. “Sempre dobbiamo lottare contro le idolatrie; quelle mondane, che spesso derivano dalla vanagloria personale, come la brama del successo, l’affermazione di sé ad ogni costo, l’avidità di denaro, il diavolo entra dalle tasche, non dimentichiamolo, il fascino del carrierismo; ma anche quelle idolatrie camuffate di spiritualità: le mie idee religiose, la mia bravura pastorale… Vigiliamo, perché non ci succeda di mettere al centro noi invece che Lui”. 

La Chiesa accoglie, non esige pagelle di ‘buona condotta. “Questa è la Chiesa che siamo chiamati a sognare: una Chiesa serva di tutti, serva degli ultimi. Una Chiesa che non esige mai una pagella di ‘buona condotta’, ma accoglie, serve, ama. Una Chiesa dalle porte aperte che sia ‘porto di misericordia’”. 

Chiesa più sinodale e missionaria, il cammino prosegue. “Carissimi, si conclude l’Assemblea sinodale. In questa ‘conversazione dello Spirito’ abbiamo potuto sperimentare la tenera presenza del Signore e scoprire la bellezza della fraternità”, ha detto papa Francesco al termine dell’omelia nella messa in San Pietro. “Ci siamo ascoltati reciprocamente e soprattutto, nella ricca varietà delle nostre storie e delle nostre sensibilità, ci siamo messi in ascolto dello Spirito Santo”, ha osservato. Secondo il Pontefice, “oggi non vediamo il frutto completo di questo processo, ma con lungimiranza possiamo guardare all’orizzonte che si apre davanti a noi: il Signore ci guiderà e ci aiuterà ad essere Chiesa più sinodale e più missionaria, che adora Dio e serve le donne e gli uomini del nostro tempo, uscendo a portare a tutti la consolante gioia del Vangelo. Fratelli e sorelle, per tutto questo he avete fatto nel Sinodo e continuate a fare vi dico grazie! Grazie per il cammino fatto insieme, per l’ascolto e per il dialogo – ha quindi concluso Francesco -. E nel ringraziarvi vorrei fare un augurio a tutti noi: che possiamo crescere nell’adorazione di Dio e nel servizio del prossimo. Adorare e servire. Il Signore ci accompagni. E avanti, con gioia!”. 

Il documento di sintesi del Sinodo ricorda il dramma delle guerre e del clima

“La nostra Assemblea si è svolta mentre nel mondo infuriano vecchie e nuove guerre, con il dramma assurdo di innumerevoli vittime”. I drammi che attraversano il mondo sono stati citati in apertura del Documento di Sintesi della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si conclude ufficialmente questa mattina con la messa solenne in San Pietro. “Il grido dei poveri, di chi è costretto a migrare, di chi subisce violenza o soffre le devastanti conseguenze dei cambiamenti climatici è risuonata tra noi, non solo attraverso i mezzi di comunicazione, ma anche dalla voce di molti, personalmente coinvolti con le loro famiglie e i loro popoli in questi tragici eventi. – si legge nel documento che farà da base alla seconda fase del Sinodo a livello nazionale e continentale – Abbiamo portato tutti, in ogni momento, nel cuore e nella preghiera, chiedendoci in che modo le nostre Chiese possano favorire cammini di riconciliazione, di speranza, di giustizia e di pace”, si afferma.

Una eccessiva preoccupazione per se stessi può condurre a vedere negli altri una minaccia e a rinchiudersi nell’individualismo. Come è stato notato, le povertà materiali e le povertà spirituali, quando si alleano, – afferma il Documento di sintesi del Sinodo – possono trovare le risposte ai bisogni l’una dell’altra. È questo un modo per camminare insieme che rende concreta la prospettiva della Chiesa sinodale che ci svelerà il senso più pieno della beatitudine evangelica ‘Beati i poveri in spirito'”. Ma “stare al fianco dei poveri significa impegnarsi con loro anche nella cura della nostra casa comune: – si legge ancora – il grido della terra e il grido dei poveri sono lo stesso grido. La mancanza di reazioni rende la crisi ecologica e in particolare i cambiamenti climatici una minaccia per la sopravvivenza dell’umanità, come sottolinea l’esortazione apostolica Laudate Deum, pubblicata da Papa Francesco in concomitanza con l’apertura dei lavori dell’Assemblea sinodale. – si sottolinea ancora nel Documento – Le Chiese dei Paesi più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici hanno viva coscienza dell’urgenza di un cambiamento di rotta e questo rappresenta un loro contributo al cammino delle altre Chiese del pianeta”.

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