Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2023, 22:57:23 di Maurizio Barra
“Fellini era il classico regista che non aveva voluto imparare la lezione del cinema russo e della sua, cosiddetta, ‘sceneggiatura d’acciaio’. La sua era una sceneggiatura continuamente in divenire. Con lui bisognava farsi trovare continuamente pronti, con alternative, lavorando anche di notte. Lui, pazientemente, attendeva la predisposizione delle scene e dei costumi, come da sue indicazioni. Questo essere sempre pronti al cambiamento mi ha insegnato tantissimo. Il cinema, in particolare con Fellini, era bello perché dovevi inventare sempre nuove soluzioni a sempre nuovi problemi. E per farlo la fantasia era una componente essenziale”. Lo scenografo, pittore e cartellonista ferrarese Emanuele Taglietti ricorda così Federico Fellini, il grande regista scomparso esattamente 30 anni fa, il 31 ottobre 1993, con cui lavorò come assistente scenografo di “Giulietta degli spiriti” (1965) e de “Il viaggio di Mastorna”, definito da Vincenzo Mollica “il film non realizzato più famoso della storia del cinema”. Il padre di Taglietti, Otello, lavorò anche a “Otto e mezzo”, come pittore di scena.
Per celebreranno i 30 anni dalla scomparsa di Fellini, avvenuta a Ferrara, l’artista e videomaker ferrarese Andrea Forlani, ha reso disponibile un filmato inedito: un frammento di pellicola Super 8 dove si vede Fellini passeggiare per New York, lungo la Quinta Strada, nel centro del distretto di Manhattan. Il filmato è del 1969, anno in cui Fellini – proprio negli Stati Uniti – ha registrato il documentario televisivo Block-notes di un regista, poi trasmesso nella serie NBC Experiment in Television, con alcuni backstage e provini, alternati da piccoli sketch.
A fine agosto del 1993, il celebre regista veniva ricoverato nella città estense, nell’ospedale san Giorgio, dopo l’ictus ischemico che lo aveva parzialmente paralizzato. Fu Michelangelo Antonioni a suggerire a Fellini la struttura sanitaria ferrarese, dove lui stesso era stato ricoverato anni prima. In ospedale Fellini realizzò diversi disegni, anche a carattere satirico.
Rai Cultura, per ricordarlo, propone il concerto “Federico Fellini 100. La strada”, in onda martedì 31 ottobre alle 16.40 su Rai 5. All’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Marcello Rota, con la partecipazione del soprano Cristina Mosca, esegue la versione integrale in forma di concerto della partitura del balletto in un atto unico “La strada”, tratto dal celebre film che Federico Fellini realizzò nel 1954 e che vinse il Premio Oscar come miglior pellicola straniera. Il balletto, con musiche di Nino Rota, fu messo in scena per la prima volta alla Scala di Milano nel 1967 con Carla Fracci nel ruolo di Gelsomina, che fu di Giulietta Masina, e Aldo Santambrogio in quello di Zampanò, che fu di Anthony Quinn. La partitura descrive una serie di scene realistiche, che mostrano la vita quotidiana degli anni Cinquanta in Italia, con feste popolari, processioni, matrimoni, e naturalmente il circo, tanto amato da Fellini.
A Rimini, la città natale di Fellini, prevista la deposizione dei fiori ai piedi della “Grande Prua” restaurata, il monumento funebre che l’artista Arnaldo Pomodoro ha dedicato a al regista e a Giulietta Masina. Prevista l’apertura a ingresso libero del Fellini Museum e di tutti i musei di Rimini, e la proroga al 19 novembre della mostra delle immagini del funerale negli scatti di Marco Pesaresi.
Sempre a Fulgor, fino al 19 novembre, è aperta la seconda mostra che celebra l’incontro fra Federico Fellini e uno dei massimi artisti disneyani al mondo, Giorgio Cavazzano, con una esposizione dal titolo “Disney 100 – Un secolo di capolavori del cortometraggio animato”: una galleria di bozzetti originali dei più noti corti e una serie di tavole del numero speciale di Topolino del 1991 dedicato a “La strada”. Infine, sabato 4 novembre, alle 17, è prevista una visita guidata della mostra sull’ultimo saluto di Fellini, condotta dal curatore Mario Beltrambini e dalla mamma di Marco Pesaresi, Isa Perazzini.
