Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Alla Fondazione Merz il progetto nomade di Khalil Rabah

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2023, 18:01:19 di Maurizio Barra

Arriva alla Fondazione Merz il
progetto espositivo, a cura di Claudia Gioia, interamente
concepito da Khalil Rabah, artista che vive e lavora nella città
palestinese di Ramallah. Un racconto che va al di là della
guerra e della politica – l’artista ha scelto di non parlarne
durante la presentazione alla stampa – e si focalizza su
un’idea di arte come strumento di comprensione e correzione
della storia. La mostra, che per l’artista rappresenta una tappa
di un percorso già avviato nel 2003 con Palestinian Museum of
Natural History and Humankind, intende sfidare la concezione di
museo-contenitore e si configura come un cantiere archeologico
in cui il visitatore è invitato a immergersi in un racconto
storico fatto di documenti e indizi. Il percorso spazia tra
pittura, scultura e installazione.

   
Alle pareti l’opera Acampamento Vila Nova Palestina (2017),
dove le figure umane sono ritagliate e il vuoto diviene
paradigmatico di ogni precarietà ed esilio contemporanei, fa da
contraltare a un registro catastale: decine di faldoni impilati,
50320 Names (2006-17), compongono un registro di 50.320 edifici
storici di 420 villaggi, i cui proprietari non sono mai stati
registrati ufficialmente, in ragione delle politiche catastali
in uso sul finire del XIX secolo. Una stortura che indica la
fallacia storica degli archivi in situazioni di emergenza.

   
Appese come trofei tragici, Common Geographies (2018-21), le
geografie frammentate della West Bank, della Striscia
di Gaza, della Palestina, del Mar Morto, si alternano a
fisionomie di pelli di animali come un racconto di sconfitte e
di caccia. A terra si trovano scaffali impilati, Recovered
(2018), in attesa di essere montati e riempiti di chissà cosa,
oppure di essere svuotati. “Siamo onorati che Khalil Rabah sia
qui e che abbia costruito con noi questo progetto. Un lavoro
lungo e complesso” ha detto Beatrice Merz.

   
Rabah è il direttore artistico della Biennale di Riwaq di
Ramallah, fondatore del The Palestinian Museum of Natural
History and Humankind e co-fondatore della Fondazione Al Ma’mal
per l’arte contemporanea di Gerusalemme.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.