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Nuovi centri urgenza, E-R recluta anche medici specializzandi

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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2023, 16:40:21 di Maurizio Barra

Le porte dei Cau, i Centri di
assistenza medica per le urgenze previsti dalla riforma
dell’emergenza avviata in Emilia-Romagna, si aprono anche ai
medici specializzandi. Oggi l’assessore regionale alle Politiche
per la Salute Raffaele Donini ha illustrato l’intesa siglata con
Als, Associazione liberi specializzandi dell’Emilia-Romagna,
rappresentata dal delegato Diego Bernini. In questo modo, la
Regione cerca di contrastare il problema della carenza di
professionisti sanitari.

   
I medici specializzandi a partire dal penultimo e dall’ultimo
anno di corso di formazione specialistica potranno lavorare nei
nuovi Cau, dopo ulteriori 60 ore di formazione propedeutica
all’attività nei Centri, un pacchetto formativo garantito dalla
Regione e studiato su misura per colmare lacune o aggiungere
competenze; saranno trattati anche a livello retributivo come
gli altri colleghi medici. Già i primi 20-30 specializzandi
saranno pronti a essere inseriti in organico entro dicembre
2023, ma potenzialmente disponibili per questa esperienza
potrebbero essere circa 500 specializzandi, aderenti ad Als.

   
“Dopo la folta partecipazione dei medici di continuità
assistenziale, questo protocollo di collaborazione è
un’ulteriore dimostrazione di come questa riforma sia attrattiva
– sottolinea l’assessore Donini – Ringrazio tantissimo gli
specializzandi che sono interessati ai Cau, vuol dire che
trovano in essi un’occasione di formazione e valorizzazione.

   
Loro rappresentano il presente e il futuro della sanità pubblica
– prosegue – come già ha dimostrato il grande contributo che
hanno dato durante la pandemia”.

   
“È un’occasione importantissima perché permette
l’inquadramento degli specializzandi all’interno del servizio
regionale e del servizio sanitario nazionale – commenta Diego
Bernini – Noi viviamo come specializzandi in un limbo in cui
siamo considerati a volte studenti, a volte professionisti. In
questo caso, ci mostriamo come professionisti con pari dignità e
retribuzione degli altri medici”. Potranno operare nei Cau su
base volontaria, coprendo turni da 6-12 ore, senza togliere
nulla al percorso formativo nelle scuole di specializzazione.

   

   

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