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Cerimonia per vittime campo internati a Gonars

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Ultimo aggiornamento 1 Novembre, 2023, 13:34:09 di Maurizio Barra

Autorità governative italiane,
slovene e croate hanno presenziato stamani alla cerimonia
commemorativa organizzata al sacrario monumentale di Gonars per
rendere omaggio ai 471 civili sloveni e croati deceduti tra il
1942 ed il 1943 nel campo per internati del Comune friulano.

   
Dopo l’esecuzione degli inni nazionali da parte della banda
locale, il sindaco di Gonars, Ivan Boemo, ha ripercorso “i
terribili
avvenimenti di quegli anni che hanno coinvolto persone civili,
senza risparmiare donne e bambini, sradicati dai loro affetti e
sottoposti a trattamenti restrittivi e immorali”. “Siamo di
fronte a una pagina tragica della storia che è nostro dovere
ricordare. Un monito che dovrebbe insegnarci a comprendere gli
errori del passato per non riproporli in futuro”, è stato il
commento del presidente del Consiglio regionale del Fvg, Mauro
Bordin.

   
“Non dobbiamo avere paura di riconoscere e di condannare i
nostri errori. Il nostro Paese – ha aggiunto – ha saputo sancire
attraverso la Costituzione i principi e i valori che guidano
oggi il popolo italiano nel proprio agire”. Bordin ha ricordato
i conflitti in corso: “C’è molto da fare, dalla guerra tra
Ucraina e Russia al Medioriente, a tutti quei conflitti in cui
la vita umana perde il suo significato e il suo valore. Se dopo
millenni di umanità il mondo non ha ancora compreso l’importanza
del confronto e del dialogo, è difficile prevedere cosa accadrà.

   
Di fronte a queste incertezze – ha concluso – abbiamo la
responsabilità di essere d’esempio per le future generazioni e
mostrare loro il coraggio di scusarsi degli errori del passato e
insegnare i valori per un futuro migliore”.

   
Sono intervenuti per l’Anpi Udine Antonella Lestani e per la
Slovenia il parlamentare Bojan Cebela, mentre la vicesindaco di
Gonars, Maria Cristina Stradolini, ha letto il messaggio del
console croato Nevenka Grdinic.

   
Sono seguite le deposizioni delle corone commemorative al
sacrario e, con una seconda cerimonia, al monumento voluto dalla
amministrazione comunale nell’area lungo l’attuale strada
regionale Napoleonica in cui sorgeva il campo di concentramento
che, nel 1942, contava oltre 10.000 internati e che funzionò
fino a settembre del 1943, quando il contingente di guardia
fuggì e gli internati poterono andarsene. Nel 1973, per
iniziativa delle autorità jugoslave, è stato realizzato il
sacrario.

   

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