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Israele sparisce dalle mappe cinesi: sono segnalati solo confini e città

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Novembre, 2023, 13:32:56 di Maurizio Barra

Il motore di ricerca cinese Baidu e la piattaforma commerciale Alibaba non menzionano più Israele sulle loro mappe relative al Medio Oriente: i confini dello stato ebraico sono segnalati, così come le sue città, ma il nome non compare, a differenza dei Paesi vicini.

Non si sa esattamente quando sia avvenuta la modifica, segnalata da molti utenti a partire dagli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre.

“Cina e Israele hanno stabilito normali relazioni diplomatiche e i Paesi interessati sono chiaramente indicati sulle mappe standard della Cina”, ha detto rispondendo a una domanda sulla questione il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, parlando nel briefing quotidiano.

Tuttavia, l’antisemitismo è in aumento online nel Dragone, tra pesanti commenti sull’azione militare di Israele nella Striscia di Gaza e la totale solidarietà verso il popolo palestinese. Un’emittente statale, ad esempio, ha di recente ospitato una pagina di discussione su Weibo in cui sosteneva che gli ebrei controllano quantità sproporzionate di ricchezza negli Stati Uniti.

Le strette relazioni della Cina con l’Iran potrebbero essere una ragione per l’assenza di Israele dalle mappe. Pechino rimane il principale partner commerciale di Teheran, e l’Iran è la principale fonte di finanziamento sia per Hamas che per Hezbollah.

Il Ministero degli Esteri cinese Wang Yi si è astenuto dal condannare chiaramente il massacro del 7 ottobre, limitandosi a denunciare “azioni che danneggiano i civili” e invitando tutti alla calma per poi dichiarare che “le azioni di Israele sono andate oltre l’autodifesa” a Gaza.

Il ministero degli Esteri israeliano, dal canto suo, ha espresso il suo “profondo disappunto per le dichiarazioni e gli annunci cinesi”. Secondo il ministero, le dichiarazioni cinesi rilasciate in risposta allo scoppio della guerra non sono riuscite a fornire “una condanna chiara e inequivocabile degli orribili atti terroristici compiuti da Hamas contro civili innocenti, compreso il rapimento di dozzine di loro a Gaza”.

Prima dello scoppio della guerra, il premier israeliano Netanyahu avrebbe dovuto visitare Pechino nel tentativo di promuovere una linea di riavvicinamento con la Cina.

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