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La nuova canzone delle Pussy Riot contro guerra e propaganda russa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Novembre, 2023, 00:47:40 di Maurizio Barra

Maria Alyokhina, Olga Borisova, Diana Burkot e Lucy Stein, componenti del collettivo artistico-performativo dissidente russo “Pussy riot”, hanno pubblicato oggi un videoclip intitolato “Swan lake“, Il lago dei cigni, accompagnandolo da una lunga dichiarazione contro la guerra in Ucraina e la propaganda del Cremlino, soprattutto quella rivolta ai minori, e chiedendo il ritorno in Ucraina dei bambini deportati in Russia.

“Nelle scuole russe sono state introdotte lezioni di patriottismo forzato”, spiegano, “all’inizio della guerra, gli insegnanti facevano schierare gli studenti a forma di Z per mostrare il loro sostegno alla guerra. In tutta la Russia, i bambini sono costretti a scrivere lettere gentili ai soldati occupanti. A Ekaterinburg, Timofei, che frequenta la quinta elementare, scrisse in una lettera che desiderava che i militari ‘tornassero a casa, non uccidessero persone in terra straniera e non causassero danni’. L’insegnante ha rimproverato il bambino e i suoi compagni di classe hanno iniziato a deriderlo per la sua mancanza di patriottismo”. Quella lettera “ci ha ispirato a scrivere la canzone”.

“Dall’invasione, l’esercito russo ha già ucciso più di 500 bambini”, scrivano ancora le Pussy Riot, “Putin è un assassino e un criminale di guerra. La propaganda di Stato russa avvelena i cuori e i cervelli delle persone con l’odio. I propagandisti di Putin non sono meno criminali di guerra dei soldati che uccidono e stuprano la popolazione civile dell’Ucraina, o dei generali che danno questi ordini”. Nel mentre, “le autorità russe tengono in ostaggio migliaia di bambini ucraini. I bambini vengono tenuti in sanatori dove viene insegnato loro ad amare la Russia, e se i bambini dicono che gli manca l’Ucraina o parlano ucraino, vengono picchiati. I bambini rapiti sono spesso riconosciuti come orfani e dati in adozione, anche se la maggior parte di loro ha genitori in Ucraina che stanno cercando di trovarli e restituirli. I bambini sono i più vulnerabili in questa guerra”.

Il testo si conclude con la richiesta al Cremlino di interrompere la “propaganda del fascismo” e “restituire tutti i bambini ucraini rapiti” e al resto del mondo perché siano imposte “sanzioni ai propagandisti russi”.

Il richiamo, nel titolo e nella canzone, al Lago di Cigni di Petr Ilic Ciajkovskij, rimanda al fatto che spesso questo balletto veniva trasmesso dalla televisione sovietica quando “era necessario nascondere la verità”.

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