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Rischio aumento prezzo olio 'ma no a coltivazioni intensive'

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Ultimo aggiornamento 4 Novembre, 2023, 22:53:13 di Maurizio Barra

Rischio di una
forte crescita dei prezzi del settore olivicolo in inverno, calo
della produzione del 30% a livello nazionale (ma anche la Spagna
non se la passerebbe meglio) e un secco no alle coltivazioni
intensive. E’ quanto è emerso al festival Food&Book di
Montecatini (Pistoia), che si è chiuso con il convegno ‘Gli oli
extravergini italiani: come valorizzarli a tavola e in azienda’,
alla presenza del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra.

   
“A causa della mancanza di olio – ha detto La Pietra – ci
troveremo di fronte a un forte innalzamento dei prezzi. Occorre
comunicare che l’olio è un alimento eccellente dal punto di
vista nutrizionale e quindi è preferibile spendere qualche euro
in più per avere un prodotto con le migliori caratteristiche”.

   
Un altro tema affrontato è stato quello relativo all’abbandono
di oliveti negli ultimi anni: per recuperare produttività, si
stanno diffondendo gli impianti intensivi, ma così – è stato
detto nell’incontro – le operazioni di potatura e raccolta
provocano danni ai tessuti vegetali che necessitano di
trattamenti anticrittogamici, pena la diffusione di patologie (e
il crollo della produzione spagnola è proprio da imputare
soprattutto alla diffusione di malattie derivanti dall’intensità
degli allevamenti delle piante). Coltivazioni intensive che
peraltro mal si adatterebbero alle aree collinari, tipiche di
gran parte del territorio italiano.

   

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