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4 Novembre, le celebrazioni nel capoluogo umbro

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 5 Novembre, 2023, 00:22:21 di Maurizio Barra

Si sono svolte a Perugia le
celebrazioni per la festa delle Forze armate e dell’Unità
nazionale.

   
La giornata ha preso il via con la deposizione di una corona
d’alloro presso l’Ara Pacis di via Masi. Presenti rappresentanti
delle istituzioni locali, tra cui il sindaco Andrea Romizi, la
presidente della Regione Donatella Tesei, il prefetto Armando
Gradone, la rappresentante della Provincia di Perugia Erika
Borghesi, la vice presidente dell’Assemblea legislativa Paola
Fioroni e l’assessore alla sicurezza del Comune di Perugia Luca
Merli.

   
Dopo l’Alzabandiera sulle note dell’Inno d’Italia, è stata
data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella.

   
Successivamente in sala dei Notari è stato assegnato il
Premio Città di Perugia. Il riconoscimento – spiega il Comune –
istituito nel 1991, viene assegnato con cadenza biennale a
uffici e persone, appartenenti a esercito, carabinieri, guardia
di finanza, polizia di Stato, vigili del fuoco, polizia
penitenziaria che si siano particolarmente distinti per atti di
solidarietà, sacrificio, altruismo nella loro opera a favore
della popolazione.

   
“Questo premio – ha detto il sindaco – è l’occasione per
rivolgere un doveroso ringraziamento a chi ha fatto una
coraggiosa scelta di vita, ossia servire il Paese indossando
un’uniforme. Un’opera fondamentale, che viene svolta
giornalmente e per la quale occorre esprimere parole di
vicinanza da parte della comunità, con un pensiero rivolto a chi
ha perso la vita nell’adempimento del dovere”.

   
Il prefetto Gradone ha voluto rivolgere un pensiero di
vicinanza ai cittadini della Toscana.

   
Richiamando l’intervento del Presidente Mattarella, il
prefetto ha citato l’art. 54 della Costituzione (“Tutti i
cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di
osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono
affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con
disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti
dalla legge”). Il prefetto ha posto l’accento sul termine
“onore”, da interpretarsi come “fare al meglio delle proprie
possibilità il compito assegnato”, perché ciò consente di avere
credibilità e di rinsaldare la coesione coi cittadini.

   

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