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Sondaggio Coldiretti: 74% degli intervistati contrari al cibo artificiale

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2023, 15:27:10 di Maurizio Barra

In un sondaggio commissionato a Notosondaggi da Coldiretti, la maggiore associazione di categoria di agricoltori e allevatori, il 74% degli italiani intervistati “dicono no al cibo artificiale prodotto in laboratorio, dalla carne al latte fino al pesce”, si legge nel comunicato della stessa Coldiretti, “che gruppi di potere finanziario e multinazionali stanno cercando di imporre sui mercati mondiali nonostante le perplessità sugli effetti a lungo termine sulla salute umana”.

L’indagine è stata effettuata in occasione dell’avvio alla Camera dell’esame del disegno di legge del governo per vietare produzione e commercializzazione di carne coltivata, o “a base cellulare”, o sintetica (su come chiamarla ci sono diverse opinioni tra scienza, politica e settori produttivi)

“L’Italia, che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, ha la responsabilità di fare da apripista nelle politiche di tutela della salute e dell’ambiente, la diffusa diffidenza conferma la necessità di rispettare il principio di precauzione di fronte ad una nuova tecnologia con molte incognite che rischia di cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. L’associazione riferisce di avere raccolto due milioni di firme a sostegno del disegno di legge del governo e afferma che duemila comuni hanno deliberato a favore, per poi citare altre rappresentanze di categoria, comitati di consumatori e aziende che si sono espresse contro il cibo da coltivazione cellulare. Secondo Coldiretti, poi, le procedure autorizzative per l’immissione sul mercato dovrebbero essere quelle “previste per i medicinali”, con “prove sperimentali di almeno dieci anni” e non quelle ordinarie dei prodotti alimentari. Nel comunicato poi si cita una ricerca dell’Università della California secondo la quale “il potenziale di riscaldamento globale della carne sintetica definito in equivalenti di anidride carbonica emessi per ogni chilogrammo prodotto è da 4 a 25 volte superiore a quello della carne bovina tradizionale”. Va detto tuttavia che l’impatto ambientale cambia significativamente se l’energia necessaria alla produzione proviene da fonte fossile o rinnovabile. Coldiretti rileva infine che “esistono rischi che riguardano la trasmissione di malattie, le infezioni animali e la contaminazione microbica oltre alla necessità di una particolare attenzione sull’uso di componenti come fattori della crescita e ormoni usati nei bioreattori ma vietati negli allevamenti europei da oltre 40 anni”

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