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Labriola: 'Lendita della rete fissa non è un freno, anzi'

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Ultimo aggiornamento 7 Novembre, 2023, 09:02:44 di Maurizio Barra

Tim ha dato il via libera alla cessione della rete fissa a Kkr una decisione che “non riguarda le sorti della rete fissa, perché nessuno ritiene che questa operazione segnerà un freno al suo sviluppo (anzi!), né qualcuno può pensare che l’ingresso di un fondo d’investimento possa rendere meno italiana questa infrastruttura che insiste sul nostro territorio, peraltro soggetta al Golden Power e con la partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di F2i”. L’ad Pietro Labriola scrive ai colleghi e sottolinea: “La decisione presa riscriverà il futuro dei servizi di telecomunicazione, perché pone le basi per abbattere il debito che grava sulla più grande azienda del settore e le impedisce di puntare con decisione al suo sviluppo e a mantenere la sua leadership nel mercato”.

Intanto Tim scivola in Borsa dopo un rialzo iniziale, all’indomani del via libera alla cessione della rete a Kkr, su cui ha annunciato una battaglia legale Vivendi. A Piazza Affari il titolo conclude le contrattazioni in calo del 3,3% a 0,25 euro. 

Giorgetti: ‘Vivendi ha i suoi diritti ma il progetto è quello’

“Vivendi ha i suoi diritti e li eserciterà”, dice il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti rispondendo, il giorno dopo il via libera del cda di Tim alla vendita della rete a Kkr, a una domanda sul timore che l’opposizione del socio francese possa fermare l’operazione.

“Il Mef ha partecipato all’offerta, abbiamo fatto un’offerta e il consiglio di amministrazione l’ha accettata – mette un punto Giorgetti – adesso ovviamente gli azionisti hanno i loro diritti, li faranno valere nelle sedi opportune: però il progetto è quello”, dice a margine dell’evento Anci Lombardia a Varese. 

Landini: ‘Tim? Un errore di politica industriale’ 

“Siamo contrari perché questo spezzatino non è la strada da seguire. Solo in Italia si fa cosi, negli altri Paesi le grandi imprese non dividono la rete dall’azienda, dalle attività e dai servizi”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sulla decisione del cda di Tim di vendere la rete a Kkr.

“Noi pensiamo che questo sia un limite, un errore di politica industriale. Tra l’altro hanno venduto allo stesso fondo che ha comprato Magneti Marelli e che sta chiudendo in giro sue attività”, ha sottolineato il leader della Cgil. “Attività fondamentali come la rete dovrebbe essere elementi su cui un Paese costruisce le politiche industriali di sviluppo. Questo governo non sta facendo gli interessi del nostro paese e che continua a non avere un’idea di politica industriale degna di questo nome”, ha concluso.

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