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Manovra: Cgil, Quota 103 e Ape per meno di 10.000 persone

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Ultimo aggiornamento 7 Novembre, 2023, 15:56:23 di Maurizio Barra

Il capitolo previdenziale della
manovra “ha qualcosa di clamoroso. Le forze di maggioranza
avevano promesso di cancellare la legge Monti/Fornero e invece
la confermano e addirittura la peggiorano, neutralizzando, di
fatto, le già insufficienti misure di flessibilità in uscita”.

   
Lo ha sottolineato il segretario confederale della Cgil,
Christian Ferrari, in audizione sulla legge di bilancio in
Senato, evidenziando che con i nuovi requisiti più restrittivi,
Quota 103 e Ape sociale riguarderanno nel complesso nemmeno
10.000 persone, “mentre Opzione donna, ulteriormente peggiorata
con l’incremento di un anno dell’età anagrafica, rimarrà
concretamente inutilizzata”.

   
La Cgil definisce inoltre incostituzionale il taglio dei
futuri assegni di molti lavoratori pubblici attraverso una
revisione retroattiva delle aliquote di rendimento.

   
Confermando il taglio all’indicizzazione delle pensioni in
essere e, sostanzialmente, “stabilendo, dal 2024, il pieno
ritorno dei 67 anni di vecchiaia, dei 42 anni e 10 mesi di
anticipata e dei 71 anni per giovani e donne nel sistema
contributivo”, il governo “torna a fare cassa con le pensioni,
sottraendo 2,7 miliardi complessivi al sistema e penalizzando
soprattutto giovani e donne”, conclude il sindacato citando i
numeri del Dpb.

   

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