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Fonti Mef, 'meglio vecchio Patto che penalizzazione deficit'

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Ultimo aggiornamento 9 Novembre, 2023, 23:24:52 di Maurizio Barra

Nella riforma del Patto di Stabilità l’Italia non teme il ritorno alle regole fiscali attualmente sospese con la clausola di salvaguardia, rispetto a ipotesi di revisione penalizzanti e che prevedano ulteriori parametri di calo del deficit sotto il 3% del Pil. E’ quanto si apprende da fonti del Mef.

Roma non teme invece l’idea che vengano inserite delle salvaguardie per il calo medio annuo del debito, purché siano su valori sostenibili e credibili.

 Nella trattativa sul Patto Ue si fa intanto meno stringente l’ipotesi sui tempi per la riduzione minima del debito prevista per i Paesi che sforano il 60% del Pil. E’ quanto emerge dall’ultima versione del documento di lavoro preparato dalla presidenza spagnola dell’Ue per l’Ecofin.

La svolta è stata ottenuta su proposta danese, che prevede come salvaguardia il calo del debito nei 4 anni dopo il periodo di aggiustamento (4 anni estendibili a 7 che diventano 8 estendibili a 11). I tedeschi chiedevano che il calo avvenisse già nell’ultimo anno, mentre l’iniziale bozza spagnola arrivava a 14 anni (17 in caso di estensione). 
   

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