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Hollywood riparte, stop allo sciopero degli attori

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Novembre, 2023, 08:45:59 di Maurizio Barra

Salvo colpi di scena, che a Hollywood peraltro sono la regola, si chiude lo sciopero più lungo nella storia del cinema americano: quello degli attori, durato 118 giorni.

La US Screen Actors Guild (Sag-Aftra), il sindacato che rappresenta attori e interpreti negli Stati Uniti, ha infatti raggiunto un accordo triennale con i principali Studios e con le piattaforme di streaming per la firma di un nuovo contratto collettivo, mettendo fine a una vertenza durissima su questioni non solo economiche ma anche di uso delle nuove tecnologie. Il comitato negoziale del sindacato ha approvato l’accordo con voto unanime, ma l’intesa dovrà poi essere sottoposta venerdì al Consiglio nazionale di Sag-Aftra e ai circa 60mila iscritti al sindacato. 

La bozza prevede un accordo definito “storico” sui salari: la maggior parte dei minimi aumenterà del 7%, cioè due punti in più rispetto agli aumenti già negoziati dalla Writers Guild of America, ovvero il sindacato degli sceneggiatori e dalla Director’s Guild, l’organizzazione dei registi. Aumentano anche i pagamenti residui per gli spettacoli trasmessi in streaming online e si rafforzano i contributi ai piani sanitari e pensionistici.

Ma la novità di contenuto più rilevante dell’intesa è la protezione degli attori rispetto all’uso dell’intelligenza artificiale nella creazione di contenuti video, una delle principali preoccupazioni del sindacato e fulcro delle frenetiche trattative degli ultimi giorni: verrà affidata a un set di nuove regole, una novità a livello mondiale. I dettagli non sono ancora noti, ma una delle questioni spinose era ad esempio il consenso all’uso dell’immagine degli attori da parte delle intelligenze artificiali anche dopo la sua morte. 

La vertenza, unita a quella degli sceneggiatori che si è chiusa prima, aveva paralizzato le produzioni cinematografiche e televisive in tutto il Paese, imponendo il costosissimo rinvio di tutti i lungometraggi e gettando nel caos la programmazione dei palinsesti televisivi – tanto che gli Studios avevano fatto pressioni sui negoziatori perché arrivassero a un accordo. 

“Non vediamo l’ora di tornare al lavoro per raccontarvi grandi storie”, ha detto in un comunicato la Alliance of Motion Picture and Television Producers, cioè l’organizzazione dei datori di lavoro americani per cinema e tv.

 

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