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Papa Francesco e le trans, 'la sua scelta è una carezza'

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Ultimo aggiornamento 9 Novembre, 2023, 20:35:33 di Maurizio Barra

Don Andrea Conocchia è il parroco di Torvaianica, a mezz’ora di strada da Roma, traffico della Pontina permettendo. Nella sua chiesa della Beata Vergine Immacolata, a due passi dal litorale frequentato dai romani, da anni accoglie un gruppo di transessuali. All’inizio bussarono alle porte della parrocchia nei mesi del Covid, per avere un aiuto. Vivevano del lavoro di strada ed erano rimaste senza occupazione e quindi senza un soldo in tasca.

Poi, con i mesi, è cresciuta la fiducia, l’accoglienza, tanto che ogni mercoledì don Conocchia va a Roma con un gruppo di loro all’udienza generale del Papa. Ieri il Dicastero per la Dottrina della Fede, con la controfirma e dunque il via libera del Papa, ha deciso che le trans possono essere battezzate, possono essere madrine e padrini di battesimo e testimoni ai matrimoni. Analoghe decisioni sono state prese dal Vaticano per le persone omosessuali. Questa decisione è stata “come una carezza”, commenta con l’ANSA don Andrea.

 

“Il Papa veramente vuole loro bene, ne ha cura. Questa scelta è una bella attenzione, una sensibilità per ‘tutti, tutti, tutti’, come dice lui, i battezzati. Non ci sono battezzati di serie A e di serie B”. La maggior parte delle transessuali che frequenta la parrocchia di Torvaianica sono già battezzate, “sono per lo più latino-americane, di famiglie cattoliche. Qualcuna vorrebbe ora ricevere il sacramento della Cresima, me lo hanno chiesto. Vedremo se sarà possibile”. “Il discorso è ormai avviato: loro si sentono all’interno della comunità, sentono che possono venire in parrocchia per chiedere un colloquio, per essere ascoltate, sanno che si possono sfogare”.

Diverse di loro frequentano anche la messa “più quella feriale che domenicale”, dice don Andrea, spiegando con franchezza che la maggior parte “sono prostitute e dopo i mesi di lockdown per il Covid sono tornate a ‘fare la vita’, è la loro professione. Hanno una vita complessa, a tratti dolorosa e drammatica. Magari riuscissimo a toglierle dalla strada… Ma dove sono le alternative?”. Allo stesso tempo “vedo in loro crescere una vita dello spirito, dell’anima, specialmente dopo ogni incontro con il Papa”.

E alla domanda se la decisione sui battesimi, comunicata dall’ex Sant’Uffizio, sia stata ispirata da questa esperienza che Papa Francesco conosce direttamente, il parroco di Torvaianica risponde: “Sinceramente non lo so, ma vedo in quelle risposte la sua grande tenerezza, la sua compassione, la sua vicinanza e partecipazione alle loro vite, alle loro storie. E’ come una carezza che il Papa ha voluto fare loro facendogli capire che sono per Dio figlie amate, riconosciute, accolte”. “Tante volte, anche qualche mercoledì fa, il Papa mi ha incoraggiato: ‘vai avanti, grazie per il lavoro che fai, grazie perché le accompagni’. E’ una cosa davvero bella”. Don Andrea parla anche della sua comunità parrocchiale: “Qualche passetto è stato fatto, c’è l’impressione che si prega Gesù insieme. Ma fuori dalla parrocchia resta lo stigma: come se fossero invisibili”.

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