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De Girolamo, intervista a vittima di stupro? Sbagliate bersaglio

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2023, 01:02:36 di Maurizio Barra

“Ho incontrato Asia qualche giorno
prima della nostra intervista. Ore ed ore a cuore aperto, tra
emozioni e dolore, sorrisi e paure. È così che mi ha raccontato
la sua difficile vita. Gli abusi, le mancanze, le sfortune, le
violenze, la fragilità, ma anche la forza di non arrendersi.

   
Molte cose sono rimaste in quella stanza. Ed anche se lei me lo
avesse chiesto, non le avrei mai rese pubbliche”. Lo scrive su
Instagram Nunzia De Girolamo dopo la lettera di protesta di
scrittori e giornalisti per la puntata di ‘Avanti popolo’ di
martedì 31
ottobre nel corso della quale, in prima serata su Rai3, la
conduttrice ha intervistato la ragazza sopravvissuta allo stupro
di gruppo di Palermo.

   
“Quando io ed Asia abbiamo definito i limiti della nostra
chiacchierata, abbiamo condiviso tutto ciò che avremmo detto.

   
Tutto – fa sapere la conduttrice -. Anche i messaggi che,
privatamente, aveva ricevuto sui suoi canali social e che
abbiamo deciso di leggere. Era il suo modo coraggioso per
sfidare il dolore ed il pregiudizio. Per dire basta. Dopo la
nostra intervista Asia ha ricevuto tanta solidarietà. Proposte
di lavoro, ospitalità ed i suoi social hanno cambiato direzione.

   
Sono felice per lei. Felice di aver fatto il mio dovere di donna
e di essere umano. E di avere ancora contatti con lei per
tentare di aiutarla”.

   
“Sono stupita da questo maschilismo latente, che induce
alcune donne a dire ad una vittima di non parlare, di non
metterci la faccia e addirittura di nascondersi. Come se Asia si
dovesse vergognare – prosegue -. Lei, che è la vittima! Come si
può giudicare la volontà di liberarsi, anche pubblicamente, di
un peso enorme? Quando Asia ha fatto le sue dirette sui social
minacciando di farsi del male, nessuno si è preoccupato o si è
adoperato per costruire gruppi di intellettuali a difesa e
sostegno di questa ragazza? Siamo al solito pregiudizio di donne
che odiano le donne? Che parlano dal comodo salotto di casa,
senza sapere assolutamente nulla di Asia e senza aver messo
piede mai nemmeno nella sua Palermo? Ed è questo il modo di
difendere le donne, facendo dilagare altra cultura di odio e
violenza? Mi dispiace constatare che state spostando il
bersaglio dimenticando che il vero nemico da abbattere è lo
stupratore, la cultura ancora maschilista di questo paese.

   
Contro questo, le donne, noi donne, dovremmo essere unite
sempre…”.

   

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