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Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2023, 09:28:47 di Maurizio Barra
NON RIGUARDA GLI ADOLESCENTI – Innamorarsi di un personaggio immaginario è un’esperienza molto comune tra gli adolescenti: a chi non è capitato di spendere qualche sospiro per Mr. Darcy, protagonista maschile del romanzo “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen, impersonato dal fascinoso e introverso Matthew MacFadyen, nella pellicola del 2005, con la bella Keira Knightley nei panni di Elizabeth Bennet e con la regia di Joe Wright? La fictofilia è però un fenomeno del tutto differente: innanzi tutto chi si innamora in questo modo è del tutto consapevole del fatto di nutrire un sentimento per qualcuno che nella realtà non esiste, ma questo fatto non sembra costituire un problema. L’innamorato ammette senza difficoltà il proprio sentimento per un personaggio irreale e si dichiara comunque appagato. Non manca neppure l’attrazione sessuale: per soddisfare questo tipo di esigenza esistono una serie si espedienti che rendono il personaggio più vicino e tangibile, ad esempio bambole e, grazie alle nuove tecnologie, persino ologrammi con i quali è possibile interagire e costruire una sorta di rapporto. Il fenomeno è stato anche studiato dal punto di vista scientifico da due ricercatori finlandesi, il professor Veli-Matti Karhulahti e la dottoressa Tanja Välisalo: i due esperti hanno concluso che la fictofilia è un sentimento forte e stabile nel tempo, anche se rivolto a un personaggio di un film, di un romanzo e persino di un cartone animato.
NON È UNA MALATTIA – La fictofilia non è neppure “una cosa da matti”, anche se al primo sguardo le assomiglia. Non si tratta di una malattia psichiatrica: in questo senso si è pronunciata anche l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), che l’ha annoverata tra gli esempi di parafilia, ovvero le forme di relazione parasociale. In ogni caso non si tratta di un fatto del tutto negativo, dato che innamorarsi di un personaggio della fantasia può essere un modo per esplorare ciò che si desidera in un partner reale. Finché le cose si fermano a questo punto, nessuno soffre e il fatto in sé non costituisce un problema. I guai cominciano se e quando questa “relazione fantasy” interferisce con le vicende della vita reale e diventa causa di sofferenza e angoscia, oppure si trasforma in ossessione, o anche in ragione per cui il soggetto viene preso in giro, bullizzato o escluso dalle relazioni con la sua cerchia di conoscenze.
I CASI PIÙ FAMOSI – Un caso di fictofilia balzato qualche anno fa agli onori della cronaca riguarda l’impiegato statale giapponese Akihiko Kondo: nel Paese del Sol Levante il fenomeno è piuttosto diffuso e sono numerose le persone che vivono alla luce del sole il loro amore per un personaggio immaginario. Kondo, ad esempio, caduto in depressione dopo essere stato per molto tempo vittima di bullismo da parte dei propri conoscenti, è riuscito a uscire da questo tunnel proprio grazie all’amore e alla relazione con Hatsune Miku, una pop star “artificiale”, sintetizzata al computer e diventata famosissima. Grazie a questa relazione, culminata persino nel matrimonio (privo ovviamente di effetti legali) Akihiko Kondo ha trovato la forza di riscattarsi e ha ritrovato interesse per la sua vita. Sempre dal Giappone arrivano storie di relazioni in cui esseri umani si innamorano di personaggi dei videogiochi e di anime.
FICTOFILIA VS. AMORE REALE – Spesso, le persone che tendono a rifugiarsi in un amore immaginario sono in qualche modo vittime di ripetute delusioni nei rapporti con partner reali. Il fatto di invaghirsi di un personaggio immaginario è un modo e semplice e tutto sommato innocuo per fuggire da una realtà difficile e dolorosa: sognare a occhi aperti non fa male a nessuno e può regalare conforto ed evasione dal trauma di un’esperienza finita male. Naturalmente tutto questo funziona finché non si perde il contatto con la realtà e si resta consapevoli che il mondo reale e quello della fantasia sono due piani ben diversi. Il fatto di attaccarsi troppo a un principe azzurro o a un’eroina immaginaria può spingerci a cercare in un partner reale tutte le caratteristiche di quel personaggio perfetto, in una ricerca senza fine. Oppure può trasformarsi in un ulteriore motivo di derisione da parte della propria cerchia di conoscenti. Insomma, anche con i partner immaginari l’amore è un fiore che può avere le sue spine. In questo caso, occorre tornare con i piedi per terra al più presto, al limite ricorrendo all’aiuto di un bravo psicologo.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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