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Sanità, ministero 'promuove' piano sanitario regionale 2023/2025

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Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2023, 00:34:00 di Maurizio Barra

Il ministero della Salute ha ‘promosso’ il Piano sanitario regionale 2023/2025. Il parere positivo è stato espresso in una lettera inviata ad Alisa dalla direzione generale della programmazione sanitaria in cui si sottolinea che “l’impostazione generale del Piano riprende le indicazioni prioritarie della programmazione nazionale”.
    “Siamo molto soddisfatti di questo parere del ministero, che arriva alla vigilia dell’avvio del confronto sul Piano in Consiglio regionale e conferma la correttezza delle nostre scelte – hanno detto il governatore Giovanni Toti e l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola -. La certificazione del ministero della Salute definisce la bontà del Piano regionale e ne evidenzia alcuni aspetti particolarmente positivi tra cui il rafforzamento dell’offerta territoriale, una sempre maggiore presa in carico individualizzata e un’ulteriore salto di qualità nella direzione della digitalizzazione. Il ministero ha particolarmente apprezzato l’integrazione tra territorio e ospedale attraverso il rafforzamento del territorio attraverso un’offerta capillare e diffusa sia per gli aspetti sociali e socio sanitari sia per quelli sanitari tout court, lasciando alla componente ospedaliera la risposta alle patologie acute e alle grandi patologie”. “L’obiettivo della presa in carico personalizzata e sempre più vicina al paziente è stato condiviso – ha detto Filippo Ansaldi (Alisa) -. Abbiamo strumenti di tipo organizzativo e legati alla digitalizzazione della sanità che ci potranno consentire di mettere in pratica quanto previsto da questo fondamentale documento di programmazione”. Tra gli elementi di innovazione del piano sociosanitario il passaggio a un nuovo modello di organizzazione dell’offerta con gli obiettivi di una presa in carico personalizzata del paziente, semplificando l’accesso a prestazioni e servizi e innovando i sistemi informativi e digitali. E’ centrale nel piano approvato il ruolo dei grandi ospedali da una parte, sempre più dedicati e specializzati ad affrontare le patologie più complesse, e quello di ospedali e case di comunità previsti dal Pnrr, sempre più integrati con il territorio tramite i distretti, destinati a diventare punto di riferimento per i cittadini, non solo per i ricoveri a bassa intensità di cura, ma anche per affrontare le cronicità e per garantire prestazioni ambulatoriali, cure domiciliari, continuità assistenziale, servizi sociali, alla persona e alla famiglia.
   

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