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La pediatria del S.Orsola da oggi ha una biblioteca pubblica

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Ultimo aggiornamento 11 Novembre, 2023, 01:25:31 di Maurizio Barra

Dagli albi illustrati alle storie di magia di Harry Potter, dai silent book nei quali volare con la fantasia ai fumetti, fino ai romanzi, i testi scolastici, i volumi delle enciclopedie e i libri in braille. E’ composto da oltre 2000 titoli il catalogo della biblioteca che si trova nella Pediatria del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e da oggi diventa a tutti gli effetti una biblioteca pubblica, entrando a far parte del Polo Bibliotecario Bolognese, grazie alla collaborazione con il Comune.
    A realizzarla e arricchirla negli anni (dal 2010 ad oggi si sono registrati oltre 25mila prestiti) è stata l’associazione Bibli-os’ con l’impegno dei suoi volontari e di tutti coloro che nel tempo hanno donato testi.
    “I nostri libri – spiega Ilaria Gandolfi, fondatrice e presidente dell’Associazione Bibli-os’Odv – accompagnano i bambini dall’accesso in Pronto Soccorso fino all’eventuale ricovero. Nel reparto, infatti, esiste una sala dedicata alla lettura dove i testi sono catalogati per genere e per fasce d’età Inoltre, i pazienti e le famiglie hanno la possibilità di richiedere un libro per la lettura in camera. Crediamo in un concetto di diritto all’accesso ai libri, anche e soprattutto per i bambini in ospedale e per tutti coloro che stanno al loro fianco in un momento di fragilità”. Lo spirito che accompagna Bibli-os’ è racchiuso nella lettura che “aiuta a crescere, a stare insieme agli altri, ad evadere, a non avere paura e, spesso, a guarire da alcune ferite”.
    Dal punto di vista organizzativo, l’ingresso della biblioteca della pediatria nel Polo Bolognese consentirà l’utilizzo del software gestionale per i prestiti e le iscrizioni, aiutando a incrementare la struttura della biblioteca e a comprendere maggiormente le scelte di fruizione dei lettori così da ampliare sempre più il catalogo.
    “La messa in rete di oltre 2000 volumi disponibili nel reparto di Pediatria – commenta Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna – va nella direzione di una crescente centralità della persona (paziente, caregiver, personale sanitario, famiglie) nei luoghi di cura ed è al contempo una nuova importante risorsa e un’opportunità di crescita culturale per l’intera città di Bologna”.
   

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