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I trapiantati di fegato pugliesi e la protesta via mail

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Ultimo aggiornamento 13 Novembre, 2023, 04:18:33 di Maurizio Barra

Una protesta basata su notifiche di e – mail tutte uguali. Un modo di alzare la voce intasando le caselle di posta elettronica dei vertici del Policlinico di Bari e della Gastroenterologia della struttura ospedaliera barese.
    Parole, scritte dai 651 trapiantati di fegato che vivono in Puglia, che seguiranno uno stesso schema per chiedere “una unità operativa pre e post trapianto, con posti letto in numero adeguato e personale”. Ad annunciarlo è la presidente dell’Associazione italiana trapiantati di fegato (Aitf), Rita Cuna.
    “Sono la trapiantata numero 40 della Puglia, ho subito l’intervento 22 anni fa e da allora nulla è cambiato – spiega – tutti i trapiantati sono nelle mani della Gastroenterologia ma è un reparto che si deve occupare non solo di noi ma anche di chi è in attesa di trapianto gestendo prenotazioni, esami, visite e controlli oltre che di altre persone affette da altre patologie.
    Per questo servirebbe una unità operativa esclusiva per il pre e post trapianto”. La presidente dell’associazione ricorda che “da mesi attendiamo una risposta dalla Regione. Nell’ultimo incontro, avvenuto nel luglio scorso, ci siamo lasciati con il solito ‘ci aggiorniamo’. Sono passai 4 mesi ma nessuna novità è arrivata né tanto meno abbiamo copia del verbale”. “Dobbiamo solo ringraziare la Gastroenterologia: i medici fanno più di quello che possono, siamo grati alla loro dedizione ma sono allo stremo, lo vediamo e non può andare avanti così”, aggiunge Cuna e conclude: “Qualcuno deve aiutarci a risolvere la situazione”.
   
   

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