Aggiornamenti, Medicina, Salute e Benessere, Notizie, Scienza, Tecnologia, Ultim'ora

La mappa degli iceberg in un centesimo di secondo

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ultimo aggiornamento 13 Novembre, 2023, 15:05:15 di Maurizio Barra

Grazie all’Intelligenza Artificiale, la mappatura degli iceberg può mettere il turbo: un nuovo sistema, sviluppato dall’Università britannica di Leeds, è in grado di tracciare in modo rapido e accurato l’estensione degli iceberg in Antartide, portando a termine il compito in un centesimo di secondo, ossia 10mila volte più velocemente degli esseri umani. Il risultato, pubblicato sulla rivista The Cryosphere, è stato reso possibile dai dati dei satelliti Sentinel-1 del programma Copernicus, della Commissione Europea e dell’Agenzia Spaziale Europea, che usano sensori radar per acquisire immagini in qualsiasi condizione meteorologica.

“Gli iceberg giganti sono componenti fondamentali dell’ambiente antartico”, spiega Anne Braakmann-Folgmann, ora all’Università Artica della Norvegia, che ha guidato lo studio. “Hanno un impatto sulla fisica, sulla chimica e sulla biologia dell’oceano e, ovviamente, sulle operazioni marittime. Pertanto – aggiunge Braakmann-Folgmann – è fondamentale individuare gli iceberg e monitorarne l’estensione, per quantificare l’acqua di fusione che rilasciano nell’oceano”.

Le immagini radar fornite da Sentinel-1 giocano un ruolo chiave in questo compito, tuttavia, quando l’ambiente circostante è molto complesso, può essere difficile distinguere gli iceberg dal ghiaccio marino o addirittura dalla costa. Ed è qui che viene in aiuto l’IA: il nuovo sistema, infatti, riesce a mappare con precisione l’estensione dell’iceberg anche in queste condizioni difficili. I ricercatori lo hanno addestrato utilizzando i dati di Sentinel-1 e i risultati si sono rivelati impressionanti, con un’accuratezza raggiunta del 99%. “Questa nuova rete neurale artificiale (un sistema composto di ‘neuroni’ artificiali, ispirato alla semplificazione di una rete neurale biologica) automatizza quello che altrimenti sarebbe un compito manuale lungo e faticoso”, commenta Mark Drinkwater dell’Esa.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.