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Omicidio con modalità mafiose nel 2014, sei arresti nel Barese

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Ultimo aggiornamento 14 Novembre, 2023, 20:10:09 di Maurizio Barra

 Sono sei, quattro di Bari e due di Salerno, le persone arrestate dai carabinieri perché coinvolte nell’omicidio del 33enne Claudio Fiorentino, a Giovinazzo nel 2014. L’uomo, un pregiudicato di Terlizzi che era indagato per associazione mafiosa, fu ucciso in un agguato compiuto in contrada ‘Casina della principessa’, a poca distanza dalla sua abitazione. Fiorentino fu assassinato mentre era su un calesse in compagnia di un amico. Fu quest’ultimo a chiamare i soccorsi. Il killer, secondo gli inquirenti, era a bordo di una moto guidata da un complice e sparò con una pistola mitragliatrice.

   Gli arrestati sono Michele Giangaspero e Piero Mesecorto (43 e 35 anni), considerati gli esecutori materiali dell’omicidio; Luigi Guglielmi e Carmine Maisto, considerati i mandanti; Mario Del Vecchio e Pasquale Maisto, considerate le vedette che hanno aiutato nell’esecuzione del piano. Sono accusati di omicidio in concorso, detenzione e porto illegale di armi, aggravati dalle modalità mafiose. Tre degli indagati erano già detenuti per altra causa. Degli altri tre, due sono stati portati in carcere e uno è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Gli arrestati sono ritenuti tutti appartenenti al clan Di Cosola di Bari (Guglielmi ne è considerato l’attuale reggente) che – come spiegato in una conferenza stampa sull’operazione – aveva intenzione di espandersi sul territorio di Giovinazzo per controllare le estorsioni.

   “Di questa vicenda è importante sottolineare due profili – ha detto il coordinatore della Dda di Bari, Francesco Giannella – il primo è il fondamentale contributo dei collaboratori di giustizia, che hanno dato un grande impulso alle indagini; il secondo è lo svelamento di alcuni aspetti inquietanti della vita di Giovinazzo, considerato un paese tranquillo in cui però ci sono rilevanti dinamiche mafiose. Se è considerata una città tranquilla è anche perché esiste una certa omertà, visto che le estorsioni non sono mai state denunciate”.

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