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Contro rischio alluvioni un sistema di canali per salvare Olbia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2023, 19:58:10 di Maurizio Barra

Nessuna vasca di laminazione
all’interno della città, ma un sistema di canali che farà da
gronda attorno all’abitato e raccoglierà solo le acque di piena
per trasferirle in mare nel golfo di Olbia, a valle: il progetto
di fattibilità tecnico ed economica “Olbia e le sue acque”
firmato dalla Technital dell’ingegnere Simone Venturini è stato
presentato ai cittadini in un’assemblea pubblica alla presenza
del primo cittadino di Olbia Settimo Nizzi, a poche ore
dall’anniversario del decennale del passaggio del ciclone
Cleopatra sulla città.

   
Quasi 180 milioni di euro è l’importo complessivo dei lavori,
una somma cresciuta rispetto alla previsione fatta nel 2018 a
causa gli aumenti dei prezziari dopo il Covid. Una somma ingente
che, come ha spiegato il sindaco Nizzi, “potrebbe essere stata
individuata dalla giunta regionale, ma che dovrà essere
approvata dal consiglio regionale in maniera definitiva”.

   
Stando a quanto ha illustrato l’ingegnere Venturini, il
progetto è stato concepito in maniera unitaria, ma è
suddivisibile in sei lotti, a cui va aggiunto un lotto
accessorio che è il sistema di telecontrollo di tutte le opere.

   
La durata dei lavori per ciascuno dei sei lotti è di circa due
anni. “Se i lavori nei sei lotti partiranno contemporaneamente,
in due anni si potrà avere la sicurezza idraulica della città.

   
Gli interventi che abbiamo messo in campo risolveranno
completamente i problemi di allagamento delle aree urbane e di
pericolosità, per cui la città si libererà dai vincoli
urbanistici che oggi il Pai pone. Si tratta di un interventi che
ridurrà di oltre la metà le portate di piena dei corsi d’acqua e
di fatto restituirà una parte importante della città ai propri
cittadini.”, ha affermato Venturini.

   
Il prossimo passo sarà quello di ottenere il via libera per
partire il bando del progetto esecutivo per la realizzazione
delle opere. “Abbiamo portato avanti una frequentazione assidua
con gli uffici dell’Ardis e dell’assessorato regionale
all’Ambiente che ci hanno permesso di fare aggiustamenti in
corso d’opera – ha spiegato Nizzi – Oggi abbiamo il quadro
generale delle opere che devono essere realizzate e abbiamo un
ottimo progetto fatto in pieno accordo con la cittadinanza che
da sempre ci chiede l’acqua fuori da Olbia e ci hanno detto no
alle vasche di laminazione”.

   
Critico il gruppo di consiglieri comunali del Partito
Democratico: “Un solo dato di fatto ad oggi: sono trascorsi
dieci anni e la città non è stata messa ancora in sicurezza. Si
tratta dell’ennesimo annuncio che viene fatto, ma ogni sei mesi
vengono fuori criticità. Abbiamo settimane fa anche presentato
un’interrogazione in consiglio comunale sulle tempistiche e
procedure di affidamento e non abbiamo ancora ricevuto risposte.

   
Ciò che conta è che restiamo in attesa del progetto esecutivo”.

   

   

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