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Elezioni in Argentina, anche la regione si divide su Milei

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Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2023, 22:38:41 di Maurizio Barra

A pochi giorni dal
ballottaggio per le elezioni presidenziali dell’Argentina anche
la regione iberoamericana si divide sul sostegno all’esponente
del peronismo moderato, Sergio Massa, o all’ultraliberista,
Javier Milei.

   
Nelle ultime ore si sono espressi a favore di Massa e contro
il presunto pericolo per la stabilità democratica dell’Argentina
rappresentato da un eventuale governo di Milei, i presidenti di
area progressista del Brasile, del Messico, e della Colombia,
così come anche il capo di governo spagnolo, Pedro Sanchez e
l’ex presidente uruguaiano Pepe Mujica.

   
Pur senza citare apertamente Massa, il brasiliano Lula ha
chiesto “al popolo argentino di pensare al momento del voto a
che tipo di Sudamerica vuole”. Secondo Lula, “è necessario un
presidente a cui piaccia la democrazia, che rispetti le
istituzioni e che ami il Sud America”.

   
Il messicano Lopez Obrador ha preso spunto dalla lettera di
sostegno a Milei firmata dagli ex presidenti Vicente Fox e
Felipe Calderon e li ha accusati di parteggiare per “un
fascista”.

   
Dalla Colombia, Gustavo Petro, afferma che “in Argentina non
si decide solo il futuro del suo popolo” ma dell’intera regione
e che “Milei rappresenta la barbarie di Pinochet e Videla”.

   
Il carismatico ex presidente uruguaiano Pepe Mujica si è
pronunciato a sua volta affermando che se potesse voterebbe
Massa “con tutte e due le mani”.

   
Un forte sostegno al candidato peronista è arrivato anche dal
presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez. “Gli argentini
dovranno scegliere tra due progetti opposti di Paese (…)
quello di Massa punta sulla convivenza democratica e sullo
sviluppo sociale inclusivo”, ha detto.

   
In precedenza una lettera firmata da ex presidenti dell’area
conservatrice riuniti nel Gruppo Libertà e Democrazia
manifestava invece il sostegno a Milei sostenendo che “l’unica
via d’uscita per l’Argentina è con la libertà politica ed
economica, il rispetto dello stato di diritto e della proprietà
privata e con le regole del gioco della democrazia liberale”.

   

   

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