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Famiglia di rifugiati siriani adottata a Comiso

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2023, 20:48:17 di Maurizio Barra

La famiglia Tamer, Khaled, 37
anni, la moglie Atlal di 36, i figli (nati in Libano) un maschio
di 10 anni e una bimba di 4 mesi, rifugiati siriani sono stati
“adottati” dalla città di Comiso (Ragusa), ex sede della base
Nato e ribattezzata città della pace dopo che nella area dove
furono installati missili Cruise vennero ospitati oltre 5 mila
profughi kosovari durante la guerra del’ ’99.

   
Attraverso i corridoi umanitari internazionali i Tamer sono
arrivati dopo che alcune famiglie e associazioni della
parrocchia Santa Maria delle Stelle hanno aderito al progetto
“Operazione Colomba”, promosso dalla comunità di Sant’Egidio.

   
Per la coppia e i due bimbi, le famiglie che li ospitano hanno
approntato una casa presa in affitto nel quartiere delle Grazie
e provvedono al vitto e alle altre necessità. I genitori hanno
iniziato a frequentare i corsi di italiano nella scuola De
Amicis e il figlio frequenta da due settimane la terza classe
della scuola primaria Monserrato.

   
Per l’accoglienza e l’ospitalità molte famiglie e singoli
benefattori hanno dato il loro contributo. Nel futuro si
cercherà un lavoro per Khaled che in patria lavorava come
piastrellista.

   
“Quest’iniziativa è nata da un’idea dell’estate scorsa –
spiega don Innocenzo Mascali, parroco di Santa Maria delle
Stelle – Gabriele Vaccaro, uno dei promotori, l’ha proposta ai
gruppi e alle associazioni della parrocchia. Abbiamo avuto
diversi incontri on line con la responsabile del “Progetto
Colomba” e abbiamo dato la nostra disponibilità per
l’accoglienza di una famiglia. A quel punto è partita la
macchina organizzativa, ci siamo auto-tassati per avviare le
pratiche, trovare una casa e farci trovare pronti per l’arrivo
di questa famiglia”.

   
I Tamer sono musulmani. Il presidente della comunità islamica
Al Zaytouna, Abdelhamid Jebari, lavora fianco a fianco con la
parrocchia. “Tutti invochiamo la pace, ma bisogna fare gesti
concreti di pace – afferma Jebari – Bisogna togliere ogni muro
di pregiudizio, trovarci insieme tra persone di culture diverse
e di fedi diverse”. Venerdì prossimo, alle 20, nel salone della
Chiesa di Sant’Antonio, la famiglia sarà presentata alla città.

   
L’iniziativa è stata denominata “Un soffio di pace … tra venti
di guerra”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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