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Michelin, etica e Km0 guidano i ristoranti stellati dei giovani

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Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2023, 20:17:48 di Maurizio Barra

Tanti i giovani talenti premiati
dalla 69/ma edizione della guida Michelin Italia. Tra le 33
novità, sono 11 gli chef con età uguale o inferiore ai 35 anni
(4 dei quali con età uguale o under 30). Tra i giovani chef
Fabrizio Mellino (33) neo-tre stelle del ristorante “Quattro
passi” e Maicol Izzo (31), nuovo due stelle e premio speciale
Young Chef by Lavazza.

   
Quella di Mellino è una storia di riscatto e di successo a
livello familiare in un ristorante, il Quattro Passi a Nerano
nel cuore della Costiera Amalfitana, che rimane a conduzione
familiare. “Il Quattro Passi – si legge nella guida Michelin
2024 – aprì 40 anni fa: la conquista delle due stelle fu opera
dello chef Tonino Mellino che da qualche anno ha ceduto il
timone al giovane figlio Fabrizio, che ha compiuto l’ultimo
passo per entrare nell’olimpo della ristorazione mondiale. Il
suo tocco ha elevato la cucina campana e mediterranea a livelli
di sorprendente raffinatezza, stile e sensibilità”.

   
Applausi dirompenti dalla platea e dai palchi del Teatro Grande
di Brescia alla consegna della Stella Michelin, insieme alla
Stella Verde, al ristorante milanese Horto e il suo Executive
Chef Alberto Toè con strategia culinaria affidata a Norbert
Niederkofler, il protagonista della clamorosa “remuntada” alle
tre stelle col nuovo Atelier Moessmer Norbert Niederkofler,
aperto a Brunico da pochi mesi. Alla base della filosofia del
ristorante meneghino presso il rinnovato palazzo The Madalan, è
l’Ora Etica che, spiegano i co-fondatori Osvaldo Bosetti e Diego
Panizza, oltre a promuovere una cucina 100% no-waste
“ridefinisce il rapporto con il tempo, valorizzando le ricchezze
locali con la filiera corta e i prodotti stagionali dei
territori di prossimità”. Pari entusiasmo, ancora rimanendo nel
panorama ristorativo a Milano, per Verso
“Un’emozione incredibile! Direttamente due stelle dopo solo
dieci mesi dall’apertura. Nella nostra cucina, che si affaccia
su Piazza Duomo, abbiamo voluto proporre un format in cui si
rinnovasse il rapporto con il cliente: il nostro desiderio è
quello di fargli vivere il fermento creativo di chi sta ai
fuochi e accoglierlo in prima fila, coinvolgendolo in una
prospettiva diversa. Per noi Verso è un luogo in cui i contrasti
trovano assonanza.” hanno detto i fratelli Remo e Mario
Capitaneo, chef di Verso
Una pioggia di stelle illumina poi i due progetti di
ristorazione nati da Borgo San Pietro: Saporium (stella verde)
e Saporium Firenze (una stella rossa e una verde). Il giovane
chef Ariel Hagen (classe 1993) segna così una tripletta. “E’ un
privilegio rientrare nel circuito Michelin – affermano i
proprietari del resort nella campagna senese e fondatori del
gruppo Jeanette and Claus Thottrup – confermando una concezione
di eccellenza culinaria basata sul concetto Km0 e la vera
filosofia dalla terra al piatto, data dal raccolto dei nostri
rigogliosi orti e allevamenti della nostra fattoria certificata
biologica e interamente sostenibile che dimostra rispetto per
Madre Natura, rimanendo fedele ai concetti di sostenibilità ed
economia circolare.” Sempre in Toscana Marco Bernardo, chef del
Ristorante La Magnolia, dell’Hotel Byron ha riportato la Stella
Michelin al locale di Forte dei Marmi. Tra le principali novità,
l’introduzione dello chef’s table per far vivere agli ospiti
un’esperienza più intima e coinvolgente con la cucina.

   
Classe 1994, nato ad Airola (Benevento), la cucina di Bernardo
pone l’accento sulla freschezza e sul costante dialogo con il
territorio, dopo diverse importanti esperienze internazionali
come nel 2018 il trasferimento a Londra alla corte di Alain
Ducasse al The Dorchester (tre Stelle Michelin).

   

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