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Marionette e Avanguardia in mostra da Picasso a Otello Sarzi

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Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2023, 20:24:39 di Maurizio Barra

Quando una marionetta o un burattino rompe la “quarta parete” – ovvero la capacità di coinvolgimento emotivo di uno spettacolo ben riuscito, capace di immergere lo spettatore nella storia messa in scena – conquista la fiducia del pubblico, dando allo spettacolo il potere di sfumare la divisione tra palcoscenico e mondo, tra arte e vita.
    A capirlo sono stati quegli artisti, protagonisti del mondo dell’Arte e Teatro di figura, che hanno guardato al “gioco creativo” come a una fonte di ispirazione estetica per cercare nuove modalità di espressione visiva. ‘Marionette e avanguardia’ è il tema della mostra che Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, propone dal 17 novembre al 17 marzo, a cura di James Bradburne.
    Ad accogliere i visitatori ci saranno i costumi a grandezza naturale disegnati da Pablo Picasso per Parade, balletto coreografico che i Ballets russes di Sergej Djaghilev portarono in scena a Parigi nel 1917. Poi una folla di puppets: le marionette (manipolate dall’alto) e i burattini (manipolati da basso), dagli esemplari più antichi, come i Pulcinella o gli Arlecchino della Commedia dell’Arte, a quelle di Otello Sarzi.
    Il modo in cui gli oggetti possono essere portati in vita e le conseguenze della loro autonomia hanno affascinato tanti artisti italiani, come i futuristi Enrico Prampolini e Fortunato Depero: le marionette esprimevano un’estetica macchinica, erano astratte e, dopo la devastazione della Prima guerra mondiale, catturavano la triste realtà dei soldati di ritorno amputati e mutilati, come illustrato da Sironi, Carrà e De Chirico. Grazie alla riscoperta da parte di Oskar Schlemmer del classico di Kleist ‘Sul teatro delle marionette’ (1810), le marionette, i giocattoli e i giochi per bambini divennero un elemento centrale della pratica del Bauhaus nella Weimar degli anni Venti.
   

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