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Minore confessa omicidio Genova ma poi non risponde a pm

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Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2023, 21:03:32 di Maurizio Barra

Il ragazzo di 17 anni sospettato dell’omicidio di un cittadino marocchino avvenuto ieri pomeriggio a Genova si è costituito confessando il delitto ai carabinieri di Chiavari (Genova) ma una volta portato in questura a Genova si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore capo del tribunale per i minorenni. Il giovane, italiano, è stato sottoposto a fermo per l’omicidio di Ahmed Chawqui, marocchino di 55 anni, ucciso con almeno quattro coltellate nella sua casa in via dei Pescatori alla Foce.
    Il presunto assassino, che risiede in un comune del Golfo del Tigullio, si è presentato questa mattina in caserma a Chiavari con la sorella e avrebbe fatto alcune ammissioni. “Sì l’ho ucciso io. Ero andato a casa sua perché mi molestava via chat e volevo che cancellasse il mio numero” ha detto. I carabinieri hanno verbalizzato e poi hanno portato il ragazzo in Questura a Genova, dove però, è stato spiegato, non ha più voluto parlare per confermare le prime parole messe a verbale stamani.

Una delle piste che gli investigatori stanno seguendo per fare luce sull’omicidio di Ahmed Chawqui è quella a sfondo sessuale. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile, diretti dal primo dirigente Gianfranco Minissale, vittima e aggressore si sarebbero conosciuti a Genova circa una settimana fa e poi si erano scambiati dei messaggi in chat. Ieri si sono incontrati ma sarebbe nata una discussione culminata nell’aggressione. Il minorenne è poi scappato in viale Brigate Partigiane dove avrebbe buttato il coltello che però non è stato ancora trovato. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire una parte degli spostamenti grazie alle numerose telecamere presenti nella zona. Il presunto assassino potrebbe quindi avere preso un treno nella vicina stazione Brignole per rientrare nel Tigullio dove vive con la sorella. Gli agenti hanno sequestrato gli abiti del ragazzo e nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia. Il procuratore capo del tribunale i minorenni ha Tiziana Paolillo ha chiesto la convalida del fermo in base agli elementi finora raccolti. A dare l’allarme, ieri pomeriggio, è stata una vicina di casa. “Prima ho sentito urlare e poi un botto. Mi sono affacciata sul ballatoio e ho visto Ahmed affacciato che gridava aiuto. Gli ho chiesto cosa fosse successo e mi ha detto solo di chiamare un’ambulanza”, il suo racconto.
   

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