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Sciopero: oltre 1500 in piazza a Cagliari, 'stop manovra Meloni'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2023, 13:07:12 di Maurizio Barra

“Adesso basta” è lo slogan della
manifestazione: lo hanno gridato più volte dal palco di piazza
del Carmine a Cagliari contro la manovra finanziaria di Meloni e
contro la precettazione di Salvini. Ma sotto il palco c’è chi ha
fatto già i conti. I pensionati del Sulcis, ad esempio, lo hanno
spiegato molto bene. E “adesso basta” è diventato “le pensioni
non ci bastano”. Precisando che “anche con mille euro, per colpa
dei rincari, a volte non si riesce ad arrivare a fine mese”.

   
La Sardegna ha risposto con oltre 1500 persone alla chiamata
alla mobilitazione di Cgil e Uil. Ancora in fase di conteggio le
adesioni allo sciopero che hanno riguardato pubblico impiego
(con riduzione delle ore a 4 per i vigili del fuoco), funzioni
centrali, enti locali, sanità, terzo settore, igiene ambientale,
poste, servizi in appalto, consorzi di bonifica, scuola,
università, ricerca, Afam, formazione professionale, trasporti
(escluso il personale di terra e navigante del trasporto aereo).

   
“Quando veniamo sfidati rispondiamo – ha detto il segretario
regionale di Cgil Fausto Durante – i lavoratori hanno costruito
la fortuna di questo paese e i sindacati hanno difeso la
democrazia dagli attacchi di tutti i tipi, neri e rossi”. Dalla
segretaria regionale della Uil Francesca Ticca la bocciatura
della proposta di bilancio che arriva da Roma: “Questa legge non
va bene, non dà risposte a disoccupati, giovani e pensionati,
tanto per citare le categorie più colpite. Abbiamo necessità di
risposte concrete e a lungo termine, non regalie o una tantum.

   
Vogliamo certezze, per questo, da questa piazza, chiediamo a
Meloni di cambiare manovra”.

   
Non solo protesta: in piazza anche la controproposta con al
primo punto, il lavoro “con l’obiettivo di aumentare i salari,
rinnovare i contratti e abbattendo il divario di genere”. Poi il
fisco, “che deve essere progressivo, escludere la flat tax e
prevedere una lotta reale all’evasione”. E i giovani “ai quali
occorre garantire il diritto allo studio, un lavoro stabile, una
pensione contributiva di garanzia”. E quindi “tutela del potere
d’acquisto delle pensioni, il rilancio della sanità pubblica”.

   

   

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