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"Comfort food" , italiani preferiscono pizze e focacce

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Novembre, 2023, 23:00:48 di Maurizio Barra

Il concetto di “comfort food” è
legato a piatti familiari (40%) e a quelli che possono
migliorare il nostro stato d’animo (38%). Tra questi, spiccano
pizza e focacce per il 60% degli italiani, ma anche dolci (40%),
gelati (38%) e il cioccolato (32%). Le emozioni più comuni,
dopo aver gustato il proprio cibo preferito, riguardano, tra gli
italiani, una sensazione di gratificazione (44%) e felicità
(41%). E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Bva Doxa per
il food delivery Just Eat relativa alla settima edizione della
Mappa del cibo a domicilio in Italia e finalizzata a scoprire
quali sono i nuovi driver che plasmeranno il mondo gastronomico
e del food delivery. alla quale ha collaborato Wgsn, istituto
di ricerca sulle tendenze dei consumi. L’indagine mette in
risalto in particolare come l’atto di ordinare cibo a domicilio
è spesso associato a emozioni positive come soddisfazione e
relax.

   
L’analisi di mercato, ha rilevato nello specifico che oltre il
90% degli italiani afferma di ordinare un piatto basandosi su
emozioni o ricordi positivi. E’ registrato che l’80% degli
italiani si dice interessato a provare un alimento progettato
per migliorare l’umore. I risultati dello studio segnalano
inoltre che il 70% degli italiani ha dichiarato di aver provato
almeno una volta a replicare ricette o piatti che hanno visto
realizzare da influencer o personaggi famosi attraverso i canali
social, mentre il 50% segue almeno un ristorante sui social. Tra
i dati anche l’importanza della provenienza delle materie prime
e l’uso di prodotti locali e a chilometro zero (44%), e
l’adozione di iniziative anti-spreco (42%), considerati
elementi chiave per definire un ristorante come sostenibile.
Nel dettaglio il 65% si dice disposto a pagare di più per una
consegna più sostenibile, specialmente la Generazione Z. Infine
è rilevato in Italia “un forte interesse” per la sperimentazione
di sapori intensi e nuovi (22%), soprattutto tra i giovani
(25-34 anni), che resta però spesso associata a un forte legame
con i piatti familiari (36%).

   

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