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Per la torre Garisenda moduli smontabili 'come mattoni Lego'

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Ultimo aggiornamento 19 Novembre, 2023, 00:17:03 di Maurizio Barra

“Porteremo in città, per mettere in sicurezza la Garisenda, dei grandi moduli di acciaio. Per usare una similitudine, saranno come degli enormi mattoncini Lego. Che verranno montati e poi smontati per cambiare la forma del recinto, a seconda delle esigenze del Comune”. Lo anticipa, intervistato dall’edizione locale del Resto del Carlino, Fabrizio Ferrari, direttore Emea di Fagioli Spa, azienda reggiana che si è occupata del raddrizzamento e ri-galleggiamento della Costa Concordia e della ricostruzione del ponte Morandi a Genova, e ora si occuperà del consolidamento della grande “malata” di Bologna, la più bassa (e pendente) delle Due Torri.

 

In attesa del restauro servirà una prima cintura che protegga l’area dal rischio crolli e l’esperienza di Fagioli entra in gioco qui. “Quella che cominceremo a installare dai primi di dicembre – spiega Ferrari – sarà una struttura molto solida. Sarà fatta d’acciaio, con delle zavorre di cemento per creare una sorta di muro contenitivo. Sarà come creare una barriera attorno al cantiere. Non c’è un pericolo imminente di crolli ma dobbiamo mettere tutto in sicurezza”. Di sicuro “non ci sarà anche la Torre degli Asinelli dentro l’area recintata, non è previsto”. La barriera sarà alta 4 o 5 metri e sarà un’area “viva”, la forma del recinto potrà variare “a seconda delle esigenze”. Si tratta di “strutture modulari temporanee”. Per portarle in un’area delicata come il centro di Bologna si farà un “rendering di tuti gli edifici intorno”, “necessario” in caso di trasporti eccezionali, “così capiremo come passare”.

Al Corriere di Bologna l’ingegnera Rafaela Bruni, che guida il comitato per il restauro, spiega che contatti con altri esperti che lo formeranno sono in corsa, “sarà un comitato molto snello”, composto al massimo da quattro specialisti di livello nazionale. Sull’ipotesi di smontare e poi ricostruire la torre dice: “La parola spetterà ovviamente agli specialisti ma lo skyline della nostra città è questo, se si potesse evitare la decapitazione sarebbe meglio ma anche la ricostruzione ex novo non mi affascina”, “diciamo che il mio cuore pulsa per tenerla in piedi la Garisenda”.

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