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Ultimo aggiornamento 21 Novembre, 2023, 12:08:50 di Maurizio Barra
Un minuto di silenzio, come quello osservato nella scuola di Napoli Scialoja Cortese assieme al ministro dell’Istruzione Valditara. Ma anche un minuto di rumore in molti licei d’Italia, quello osservato da studenti e studentesse alle 11 di oggi in onore di Giulia Cecchettin e di tutte le donne abusate di vittime di violenza, in una settimana che culminerà con le marce organizzate per sabato 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
L’omicidio della ragazza sta scuotendo l’opinione pubblica in una ondata emotiva e mediatica in cui si intrecciano riflessione, dolore e rabbia verso quello che è stato un femminicidio in grado di colpire ancora più nel profondo, laddove fosse possibile, la coscienza di buona parte degli italiani, costretti a domandarsi da dove si debba iniziare a mettere mano per fermare la mattanza che vuole una donna uccisa circa ogni 48 ore nel nostro Paese.
Ma il silenzio non basta più, anzi. Perché se è vero che ha valore simbolico e di riflessione, nel 2023 e a fronte al numero di donne ammazzate per mano di una cultura di abuso che, in un anno ancora non terminato, conta già 83 vittime (e nella notte in cui viene scritto questo articolo arriva la notizia della morte di una donna, forse la numero 84, per mano del marito settantenne nelle Marche), il silenzio non era stato dato per scontato e così in molte scuole non si è verificato.
Con pugni sui banchi e tintinnii di chiavi, a far rumore già ieri erano stati i colleghi di Giulia, studentesse e studenti come lei, all’università di Padova, dove la ragazza la scorsa settimana si sarebbe dovuta laureare, incitati anche dalle parole della sorella Elena: “Non fate un minuto di silenzio per Giulia, ma bruciate tutto ora serve una sorta di rivoluzione culturale”.
“Siamo arrabbiate e oggi lo urleremo, non faremo silenzio, faremo rumore” aveva detto al microfono una portavoce dei vari comitati promotori – circoli Lgbt+ e comitati contro i femminicidi e la violenza di genere – aprendo la fiaccolata. “Siamo il grido altissimo di tutte quelle donne che oggi non hanno più voce”.
La voce è da dare anche alle quasi 14.500 donne che solo lo scorso anno, hanno varcato le porte dei pronto soccorso italiani per cercare cura alle violenze subite. Per molte di loro -circa l’8% – non era la prima volta. A fornire questi dati è stato lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci.
D’altronde, è proprio la violenza sulle donne fenomeno che il più delle volte passa sotto silenzio. Secondo l’indagine realizzata dalla Commissione d’inchiesta sul femminicidio, il 65% delle vittime non aveva parlato della violenza con nessuno prima di cadere vittima della violenza. “La più grande alleata della violenza è la solitudine e il pronto soccorso non è il miglior posto per aiutare queste donne, ma sappiamo che prima o poi una donna vittima di violenza passa di là”, ha spiegato Vittoria Doretti, direttrice della rete regionale del Codice Rosa in Toscana.
Ma nemmeno più silenzio nelle scuole, dalla cattedra e tra i banchi. Con la proposta di un’ora a settimana di ‘’educazione alle relazioni’’ nelle scuole superiori, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sta mettendo a punto il piano che presenterà domani, 22 novembre, insieme alla ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella e al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Che si parta dalla scuola, dato che, ormai è chiaro, la sessualità e l’affetto siano diventate un’urgenza del nostro sistema educativo per provare a fermare queste morti continue per mano di uomini definiti “attenti e tanto premurosi” man mano che il loro controllo culminava con il femminicidio della ex moglie, compagna, fidanzata. “D’altronde, la strategia del silenzio e dei tabù ha fallito, parlare e far parlare i giovani delle tematiche legate alla sessualità e all’affetto è un’urgenza del nostro sistema educativo. Per i giovani è difficile far sentire la propria voce e in questo modo si allarga il divario tra loro e chi dovrebbe educarli”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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