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L'altra Pompei, letto di schiavi come in un presepe

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2023, 00:18:29 di Maurizio Barra

Sarà quest’anno il ‘presepe’ di
Pompei, uno spazio dedicato agli ultimi, i dimenticati della
storia. Aprirà il 15 dicembre la mostra “L’altra Pompei: vite
comuni all’ombra del Vesuvio” allestita nella Palestra Grande ma
è già possibile per i tanti visitatori imbattersi in una
suggestiva anticipazione: la ricostruzione di una semplice
branda trovata nella villa extraurbana di Civita Giuliana, nella
ormai celebre ‘stanza degli schiavi’. Composto da assi in legno
e da una rete di cordini, ricostruito con la tecnica dei calchi,
il letto è esposto sotto la scala (conservata come traccia nel
muro) di una bottega su via dell’ Abbondanza (regio I, insula 6,
civico 12), a fianco della casa del Larario di Achille, dove
probabilmente c’era un’officina.

   
“Quello che vediamo rispecchia le condizioni di vita dell’80%
delle persone che vivevano a Pompei – spiega il direttore del
Parco e curatore della mostra, Gabriel Zuchtriegel – mentre le
case ad atrio che siamo abituati a considerare caratteristiche
dell’architettura domestica romana, in realtà rappresentano una
piccola minoranza. La mostra vuole raccontare questa ‘altra’
Pompei: la città dei ceti medio e basso, degli artigiani, dei
negozianti, delle prostitute, dei liberti e degli schiavi. La
gente comune che è rimasta nell’ombra dei grandi eventi della
storia, ma la cui vita a Pompei può essere ricostruita in
maniera unica. Quest’anno, la brandina, sotto la scala di una
bottega pompeiana, è la nostra versione del presepe natalizio.

   
Papa Francesco dice che deve parlare alla vita: lo spazio degli
ultimi dove la vita non è scontata ma un regalo prezioso”.

   
La copia, realizzata grazie a una scansione digitale, sarà
poi esposta nella casa della nave Europa. “Il letto è parte di
una stanza di soli 16 mq in cui vivevano probabilmente tre servi
– sottolinea la co-curatrice Silvia Bertesago – Sette saranno le
sezioni, circa trecento reperti. Grazie ad un sistema ideato per
l’app My Pompeii il visitatore potrà inoltre ‘sorteggiare’ la
propria identità antica”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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