Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2023, 12:36:56 di Maurizio Barra
Una nuova pandemia, silenziosa, sta acquistando terreno a una velocità preoccupante. I dati epidemiologici a livello italiano e internazionale mostrano che l’antibiotico resistenza e le infezioni correlate all’assistenza sono una grave minaccia alla salute individuale e pubblica e si stima che causino in Italia più di 10.000 decessi all’anno.
Le strategie per arginare questi fenomeni sono delineate dal Piano Nazionale di Contrasto all’antibiotico-resistenza 2022-2025 (PNCAR) e implicano azioni multidisciplinari a livello nazionale, regionale e locale. La sorveglianza è uno dei pilastri del PNCAR perché permette di stimare l’impatto epidemiologico del fenomeno e di valutare l’efficacia degli interventi messi in atto per contrastarlo.
In Italia oltre 11mila vittime l’anno a causa dell’abuso di antibiotici
I dati ci dicono che nel nostro Paese si registrano oltre 11mila i morti l’anno a causa dell’uso non corretto degli antibiotici. Nel 2022 tre persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni di età e nelle persone con più di 75 anni.
L’appello dell’Ue
“Ogni 30 secondi una persona muore per antibiotico resistenza, si calcolano 5 milioni di morti l’anno ed una infezione su 5 in Ue è causata da agenti microbici resistenti”. Sono alcuni dei dati indicati da Sandra Gallina, direttore generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione Ue, sottolineando che quella in corso è una “grande pandemia”. Ma l’antibiotico resistenza, ha avvertito Gallina, “ha anche un costo enorme”. Dunque, c’è un imperativo scientifico a combattere il fenomeno ma anche un imperativo economico poichè la resistenza microbica non è più affrontabile dai nostri sistemi”. Eppure, ha spiegato, “gli studi mostrano che se noi investissimo 3,40 euro pro capite per la lotta alla resistenza microbica, si potrebbero evitare 600mila nuove infezioni e risparmiare 2,5 miliardi di euro per i nostri sistemi sanitari. Per ogni euro investito in Ue per contrastare il fenomeno inoltre, se ne ricavano 3 di rendimento”. Importante, ha aggiunto Gallina, è anche l’approccio Onehealth: “Bisogna sensibilizzare non solo i medici, ma anche i veterinari e la popolazione”.
Schillaci: antibiotici arma formidabile, ma solo se necessari
“L’antimicrobico resistenza è una delle minacce più pericolose per il futuro della salute pubblica e per la tenuta dei sistemi assistenziali a livello globale. E’ essenziale incentivare le migliori pratiche e l’appropriatezza prescrittiva, per ridurre la diffusione di infezioni resistenti a questi farmaci” ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci.
“I dati che ancora oggi abbiamo non sono rosei. Come indicano le sorveglianze gestite dall’Istituto superiore di Sanità, – ha detto ancora Schillaci – negli ospedali sono ancora alte le percentuali di resistenza delle infezioni alle principali classi di antibiotici con una tendenza in diminuzione per alcuni patogeni. Gli antibiotici restano una formidabile arma, di cui però dobbiamo avere grande cura, riservandola ai soli casi per cui sono indicati e necessari. Perché un utilizzo eccessivo e inappropriato, sia per uso umano che veterinario, insieme alla diffusione di infezioni correlate all’assistenza, alimenta in modo inesorabile il fenomeno dell’antimicrobico resistenza”.
Strategie di intervento per contrastare l’abuso di antibiotici
Per contrastare questo fenomeno il ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco hanno lanciato una campagna informativa, presentata dal ministro Orazio Schillaci. Uno spot andrà in onda su emittenti tv e radio con lo scopo, come anticipa il ministro in occasione della Settimana mondiale per l’uso prudente degli antibiotici, di “aumentare la consapevolezza nella popolazione sul consumo responsabile” e “incentivare le migliori pratiche per ridurre la diffusione di infezioni resistenti”.
L’Oms e i 12 batteri più pericolosi al mondo
La lista stilata qualche anno fa dall’Oms comprende: Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacteriaceae (tra cui i ben noti Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae), Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, H. pylori, Campylobacter, Salmonella, Neisseria gonorrhoeae, Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae, Shigella.
L’elenco dei 12 batteri più pericolosi al mondo è diviso in 3 categorie: a priorità assoluta, alta e media. Al primo gruppo appartengono Acinetobacter, Pseudomonas ed Enterobacteriaceae, che colpiscono particolarmente in ospedali e luoghi di cura in genere, causando vari tipi di infezioni, come polmoniti e setticemie. La seconda categoria contiene, fra gli altri, i microrganismi responsabili di salmonella e gonorrea, l’H. pylori che si annida nello stomaco e lo stafilococco aureo. Al terzo gruppo lo Streptococcus pneumoniae, contro il quale la penicillina si sta rivelando sempre meno efficace e che provoca fra l’altro polmoniti e meningiti, l’Haemophilus influenzae, capace di causare otiti, e la Shigella.
Un italiano su tre acquista antibiotici senza prescrizione medica
Un italiano su tre acquista antibiotici senza prescrizione medica. I medici di famiglia “sono quelli che conoscono meglio degli altri i pazienti e quindi devono sicuramente fare una campagna di sensibilizzazione, perché non si possono prendere gli antibiotici senza una prescrizione medica” ribbadisce il ministro. Al contempo, però, “l’80% dell’inappropriatezza prescrittiva arriva dai medici di base. Bisogna dunque insistere sulla formazione dei medici”, afferma il direttore della Prevenzione del ministero, Francesco Vaia.
Palù: l’antibiotico resistenza supererà in decessi quelli del cancro
“L’antibiotico-resistenza supererà in decessi quelli del cancro, è una pandemia silente”, avverte il presidente di Aifa Giorgio Palù. “L’industria investe poco per mancanza di incentivi economici ed è più concentrata sui blockbuster, cioè una pillola tutti i giorni per tutta la vita, che su un trattamento che duri dai 5 ai 7 giorni”. In futuro si potrà pensare “a creare vaccini e anticorpi monoclonali”. Uno strumento importante sarà anche l’intelligenza artificiale.
