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Archeologia, reperti di Altino vengono analizzati in 3D

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 11:48:53 di Maurizio Barra



L’analisi di alcuni reperti romani
è al centro di una collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari
Venezia e quella di Warwick (Gran Bretagna), nell’ambito di un
progetto di ricerca che potrebbe portare nuove modalità di
fruizione culturale nei musei del XXI secolo. Gli storici
dell’ateneo veneziano stanno lavorando con i colleghi inglesi
per scansionare e analizzare reperti della Venezia antica,
romana e preromana. Gli oggetti vengono scansionati in 3D e in
realtà virtuale. Anziché essere osservati in teche di vetro, i
reperti riprodotti in questo modo potrebbero essere maneggiati
virtualmente dai visitatori, traendone un’esperienza
completamente nuova. Nel caso di oggetti fragili o molto
antichi, impossibili da far maneggiare al pubblico, questa
possibilità sarebbe particolarmente significativa. La
collaborazione tra Ca’ Foscari e Warwick si concentra su una
trentina di oggetti di ambito religioso provenienti
dall’insediamento romano di Altino, antenata della città di
Venezia, area più grande di Pompei ma ancora in larga parte non
scavata, tanto che i ricercatori ipotizzano vi sia un vero e
proprio “giacimento” di reperti ancora da scoprire. Durante
l’Impero Romano, Altino si sviluppò fino a diventare un fiorente
centro commerciale, noto soprattutto per l’ambra e per i
cavalli, preziosi e apprezzati in tutta Europa. Alla caduta
dell’Impero, si ritiene che i profughi di Altino abbiano
contribuito alla fondazione di Venezia. Gli oggetti al
centro della collaborazione risalgono al periodo romano e
preromano, e anche all’epoca dei Venetii, che furono assimilati
all’Impero Romano nel corso dei secoli. I manufatti sono
analizzati dagli storici di Ca’ Foscari, mentre gli ingegneri di
Warwick utilizzano le tecnologie di imaging per scansionarli ad
altissima definizione. Questo aiuta gli storici a leggere la
scrittura dell’epoca, ed è particolarmente importante in caso di
oggetti molto rovinati o ridotti in frammenti. I risultati
del progetto, dal titolo “SaInAT-Ve. Sacred Inscriptions from
the Ancient Territory of Venetia”, saranno illustrati in un
convegno, domani a Venezia.


   

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