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Cassazione, non dimostrato che Elder capì parola 'carabinieri'

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Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 02:09:13 di Maurizio Barra

Nella sentenza impugnata è fondato il
vizio “laddove i giudici”
di secondo grado “hanno ritenuto dimostrata, al di là di ogni
ragionevole dubbio, la circostanza dell’avere l’imputato” Elder
“pacificamente a digiuno della lingua italiana, compreso di
essersi venuto a trovare, in quei drammatici frangenti, di
fronte a due Carabinieri”. E’ quanto scrivono i giudici della
Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui hanno
disposto un appello-bis per Lee Elder Finnegan e Gabriele Natale
Hjorth, i due cittadini americani accusati dell’omicidio del
vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega, avvenuto a
Roma nel luglio del 2019. Per Elder la condanna a 24 anni venne
annullata con rinvio sulle circostanze aggravanti e sulla
sussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Per
Gabriele Natale Hjorth l’annullamento con rinvio riguarda
l’accusa di concorso in omicidio. Nell’atto i giudici di
Cassazione affermano che la corte di Corte di Assise di Appello
della Capitale ha “ha basato il suo convincimento” sull’elemento
che “la parola ‘carabinieri’ è ampiamente conosciuta anche
all’estero.

   

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