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Dai campi ai bicchieri, nell'Isola nasce la filiera della birra

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 16:07:56 di Maurizio Barra

Una filiera della birra “Made in
Sardinia” per una tracciabilità del prodotto che parte dal malto
e dai cereali coltivati e prodotti interamente nell’isola e
arrivi ai birrifici artigianali sardi per produrre una birra
interamente sarda. Un’idea progettuale che mette insieme proprio
la base della produzione cerealicola isolana e i birrifici
artigianali sardi, in particolare le 19 realtà che fanno parte
del Consorzio di Promozione e Tutela della Birra Artigianale
Italiana da Filiera Agricola.

   
L’idea è stata lanciata da Oristano con l’incontro
organizzato da Coldiretti Sardegna che ha coinvolto il Consorzio
Birra Italiana dall’alto della sua esperienza a livello
nazionale, la cooperativa Isola Sarda che riunisce 23
cerealicoltori isolani, ma anche i birrifici artigianali, i
produttori di malto e quelli di luppolo dell’isola. Un momento
di coinvolgimento provare a porre le basi proprio per un marchio
sardo che racchiuda il sistema legato alla produzione della
birra sarda.

   
Nell’Isola sono 40 i birrifici di cui 19 sono aderenti al
Consorzio Birra Italiana. Solo questi 19 hanno prodotto nel 2022
circa 10 mila ettolitri di birra utilizzando circa 2 mila
quintali di malto (da un quintale di orzo si ottengono circa 75
chili di malto per una resa dello 0,75%).

   
“Abbiamo iniziato con il settore cerealicolo e attivato un
progetto di filiera precursore di questa idea progettuale che
oggi proviamo a lanciare – sottolineano presidente di Coldiretti
Sardegna Battista Cualbu e il direttore, Luca Saba – proprio dal
nostro progetto Solo Sardo abbiamo avuto già ottimi risultati e
da qui si può partire per costruire un nuovo percorso che possa
essere il volano che aiuti i due settori a crescere”.

   
Un’idea che può seguire lo stesso percorso che arriva dal
nazionale con il Consorzio Birra Italiana. “Stiamo portando
avanti dei progetti che prevedono una selezione genetica tutta
italiana e un modo innovativo per raccontare l’italianità del
prodotto – afferma il direttore del Consorzio Birra italiana,
Carlo Schizzerotto – facendo sistema otteniamo enormi vantaggi
economici che da soli non si ottengono e il Consorzio nasce
proprio per superare le asimmetrie che vedono i piccoli
produttori e non si mettono d’accordo a fronte di grandi
produttori che inglobano tutto il mercato – conclude – nostro
obiettivo è quello di restituire un’identità italiana alla birra
artigianale con valori non emulabili dalle grande industrie e
possiamo farlo anche in Sardegna”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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