Benvenuti su tuttonotizie, il sito dedicato all'informazione: cronaca, notizie internazionali, politica, economia, Regione Piemonte, tecnologia, tecnologie assistive ed accessibilità, calcio, con approfondimenti esclusivi sulla Juventus, sport, cinema, musica, cultura, spettacolo, teatro. Attenzione particolare anche al mondo Android, al mailer Thunderbird ed al lettore di schermo Nvda e tanto altro che Vi invito a scoprire durante la navigazione! A proposito: buona permanenza e buona Informazione!
Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 01:26:08 di Maurizio Barra
Da settimane le baracche nel deserto del Negev sono diventate trappole: i tetti sotto le bombe si frantumano diventando schegge come coltelli. “Qui siamo in Israele ma non esistono aree sicure e quando sentiamo i razzi non sappiamo dove andare, perché restare dentro è pericoloso”: Migal al Hawashle Mauda è il capo di Al Ghara, ad ovest della base militare aerea di Nevatim a una cinquanta di chilometri da Gaza, ed è uno dei 37 villaggi non riconosciuti dallo Stato. Nonostante non siano l’obiettivo dei terroristi, anche i beduini hanno pagato con il sangue gli attacchi di Hamas del 7 ottobre e per loro non sembra ancora finita. “I razzi continuano ad essere lanciati in quest’area, ne arrivano decine e non abbiamo sirene di allarme né rifugi o ambulanze, per noi non esiste un’area sicura”, sostiene Migal, 63 anni, che aggiunge: “Qui non c’è l’Iron Dome a proteggerci”. Quarantasette giorni fa, durante i massacri, i miliziani sono entrati nelle case facendo anche vittime arabe: ne hanno uccisi 17 e rapiti sette (quasi tutti erano impiegati nei kibbutz israeliani) mentre finora altri sei sono morti sotto le bombe. Ma c’è anche chi, quel giorno, è riuscito a mettere in salvo una trentina di giovani al rave di Supernova: Youssef Alziadna, chiamato ‘eroe di Israele’, si precipitò sul posto e riuscì a far scappare più gente possibile caricandola sul suo pulmino. A Rahat, la ‘capitale’ beduina del deserto, è stato allestito un centro di coordinamento per aiutare i sopravvissuti. “Alcuni si sono anche arruolati nell’esercito come volontari”, spiega Khalil Alamour, un attivista che è stato rappresentante dei beduini all’Onu e al parlamento europeo. Sullo sterrato dei villaggi non riconosciuti ciò che resta dei razzi finiti in questi posti si confonde con i cumuli di rifiuti che dividono gli spazi di terreno sabbioso dai container, alimentati soltanto da generatori e qualche pannello solare, mentre i bambini giocano nella polvere. “Quando sentiamo arrivare i primi razzi che si schiantano – dice Migal – invece di rintanarci da qualche parte scappiamo fuori dalle abitazioni”. Ci si affida a Dio o alla sorte, mentre nei primi tempi alcuni ragazzi avevano anche istituito delle ronde notturne con le macchine, per segnalare eventuali avvistamenti o boati in lontananza. In tutto il Negev i beduini sono circa 320mila, di cui 130mila nei villaggi non riconosciuti. “Per questi ultimi, che sono sempre stati sotto la minaccia di demolizioni con le ruspe, la situazione si è aggravata dall’inizio della guerra”, aggiunge Khalil. Secondo i dati forniti, se ogni anno si contano circa 2.500 sgomberi dai villaggi, oltre 800 sono avvenuti soltanto nell’ultimo mese. Molti di loro lavorano per la Sodastream, un’azienda che fabbrica macchine per la produzione della soda, punto di riferimento economico per la comunità. Tanti altri, che lavoravano nei kibbutz e nelle fattorie di famiglie israeliane vicino alla Striscia, invece hanno perso la garanzia di uno stipendio. “Ora è impossibile lavorare – sostiene Khalil – in parte perché quei posti si sono svuotati, in parte perché adesso è proibito farlo: i beduini vivono in Israele, ma sono arabi”. Nessuna protezione, per ora a tentare di salvarli potrebbe esserci solo il fiuto per i missili. E per la gente come Migal, provare a lasciare quei luoghi aperti al fuoco di Hamas non è un’opzione: “Per la nostra tradizione, andare via da qui sarebbe una vergogna”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
Mostra tutti gli articoli di Maurizio Barra
Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!Annulla risposta