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Allarmi nel piatto, l'86% riguarda prodotti importati

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Ultimo aggiornamento 24 Novembre, 2023, 19:54:59 di Maurizio Barra



Dai fichi turchi ai pistacchi
iraniani contaminati dalle aflatossine, dalle spezie indiane ai
litchi cinesi con livelli di pesticidi oltre il limite. E’
questa la black list dei cibi più pericolosi che rischiano di
finire nel carrello degli italiani alla ricerca del risparmio a
tavola, dove oltre otto prodotti su dieci provengono dall’estero
(86%). Lo segnala la Coldiretti sulla base dei dati del sistema
di allerta Rapido (Rassf), in occasione della seconda giornata
del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione,
organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio
The European House – Ambrosetti.


   
In Italia su 317 allarmi rilevati nel 2022, evidenzia
Coldiretti, 106 scaturivano da importazioni da altri Stati
dell’Unione Europea (33%) e 167 da Paesi extracomunitari (53%) e
solo 44 (14%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale.


   
Tra i pericoli rilevati per la salute anche il pesce spagnolo
per l’alto contenuto di mercurio, la carne di pollo polacca
contaminata da salmonella, ma non mancano neppure le ostriche
francesi al norovirus che provoca violente gastroenteriti.
Un’emergenza quindi che non riguarda solo i Paesi in via di
sviluppo ma che, per effetto della globalizzazione anche a
quelli più ricchi. A fronte di questa situazione è sempre più
importante percorrere la strada della trasparenza sull’obbligo
di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta che a
oggi ha raggiunto ormai i 4/5 della spesa.


   

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