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Il padre denunciò,'temo per l'incolumità di Giulia'

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Ultimo aggiornamento 24 Novembre, 2023, 18:10:53 di Maurizio Barra

“Temo per l’incolumità di mia figlia Giulia”. E’ uno dei passaggi che figurano nella prima denuncia di scomparsa presentata ai carabinieri nella giornata di domenica 12 novembre da parte di Gino Cecchettin. L’uomo, riferendo che la figlia aveva sempre comunicato “ogni suo spostamento” se si tratteneva fuori casa, aggiunge che anche l’ex fidanzato Filippo Turetta “non è rientrato a casa”, e quindi “temo per l’incolumità di mia figlia”.

Filippo Turetta avrebbe acquistato online del nastro adesivo compatibile con quel pezzo di scotch che è stato ritrovato nella zona industriale di Fossò (Venezia) dove Giulia Cecchettin subì l’ultima fase dell’aggressione. Il particolare, di cui ha dato conto oggi La Stampa, viene confermato da fonti vicine all’inchiesta sull’omicidio della 22enne. Si apprende inoltre che questo acquisto sarebbe stato effettuato due o tre giorni prima dell’11 novembre. Gli inquirenti sono al lavoro per valutare di contestare a Turetta l’aggravante della premeditazione e anche il reato di occultamento del cadavere. 
   

Non prima di lunedì l’interrogatorio di garanzia

L’avvocato di Filippo Turetta, Giovanni Caruso, esclude che domani ci possa già essere l’interrogatorio di garanzia da parte del gip Benedetta Vitolo, in quanto – è stato riferito – vuole prima incontrare Turetta
per potergli parlare e conoscere le carte dell’indagine. Secondo il legale, se quanto richiesto fosse accettato in tempi brevi, l’eventuale interrogatorio di garanzia potrebbe tenersi già lunedì. Caruso ha quindi fatto sapere che al momento non ha ricevuto alcuna notifica relativa alla posizione del suo assistito, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, ma neppure una comunicazione ufficiale su dove sarà detenuto

Turetta sarà in cella da solo, sorvegliato h24

Turetta in carcere a Venezia sarà sorvegliato a vista 24 ore su 24 e si troverà in una cella singola. Lo si apprende da ambienti giudiziari. Le misure sono prese a suo tutela e anche per evitare gesti autolesionistici,
come previsto per detenuti per casi simili.

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