Ultimo aggiornamento 25 Novembre, 2023, 18:14:43 di Maurizio Barra
La piazza è delimitata da polizia e uomini della polizia locale di Roma Capitale. Il percorso si è snodato tra via dell’Ara Massima di Ercole ed è arrivato a piazza San Giovanni passando per Porta Capena, via di San Gregorio, via Labicana, viale Manzoni e via Emanuele Filiberto.
Landini: “Lotta radicale a cultura del possesso”
“La cultura del possesso va radicalmente cambiata. Siamo qui oggi per una lotta di cambiamento culturale importantissimo, che va fatta nei confronti degli uomini”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, arrivando alla manifestazione nazionale a Roma contro la violenza sulle donne.
“Questa manifestazione – ha proseguito – è una domanda vera di libertà, e credo che anche dal punto di vista sindacale vuol dire intensificare la battaglia e la lotta per superare la precarietà nel lavoro, per superare le discriminazioni che oggi esistono”.
Secondo Landini va pensata “anche un’iniziativa che sia fatta dagli uomini, perché la necessità di cambiare è di chi uccide oggi le donne, perché siamo noi maschi che dobbiamo cambiare una cultura sbagliata. E, insisto, credo vada fatto con radicalità”.
Schlein: “Qui per fare la nostra parte”
“Siamo qui per contrastare l’idea violenta di possesso sulla vita e il corpo delle donne. Siamo qui per questo, per fare la nostra parte ogni giorno”. Lo ha detto Elly Schlein prima di lasciare la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Insieme alla segretaria del Pd il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
Decaro: “Nostra voce ma anche atti concreti”
“Oggi è una giornata nella quale siamo chiamati a far sentire la nostra voce in ogni angolo d’Italia contro i femminicidi e la cultura che li genera, ma siamo chiamati soprattutto ad assumerci precise e concrete responsabilità. E questo riguarda in primo luogo le istituzioni, a ogni livello, e noi sindaci che siamo da sempre il volto dello Stato più vicino ai cittadini”. A dirlo è il presidente dell’Anci, e sindaco di Bari, Antonio Decaro.

“Tante donne vittime di minacce e di abusi – riprende – si rivolgono alle amministrazioni locali e alle loro strutture per ricevere asilo, protezione, aiuto. Quella dei centri antiviolenza è la forma di sostegno più importante, perché è la più vicina, immediatamente disponibile, più capace di comprendere e di accogliere. Ed è per questo che oggi sentiamo il dovere di dire ad alta voce che ciò che lo Stato fa, anche a livello locale, per le donne vittime di violenza e a rischio di femminicidio non è abbastanza, di fronte alla dimensione del dramma che viviamo”.
Citando una elaborazione dell’Anci sui dati Istat, Decaro ricorda anche che ogni anno sono oltre 32mila le chiamate al numero telefonico 1522. Quasi 12mila gli accessi al pronto soccorso per motivi di violenza di un uomo su una donna. E, come è noto, già 106 i femminicidi commessi in Italia solo in questo 2023.
“Di fronte a queste cifre spaventose che testimoniano peraltro solo una porzione del fenomeno – sottolinea ancora – i Centri Anti Violenza attivi in tutta Italia e gli Sportelli di Ascolto presenti nei Comuni italiani sono davvero una goccia in un oceano”.
Schlein in piazza per Giulia e le altre: “Fermare mattanza”
“Questa è una piazza molto bella. È per Giulia e per tutte le donne uccise dalla violenza maschile e che ogni giorno subiscono altre forme di violenza”. Elly Schlein, alla manifestazione al Circo Massimo contro la violenza sulle donne, aggiunge però che “l’indignazione e la rabbia non bastano”.
“Vogliamo fermare questa mattanza. È il momento di dire basta e fare un salto in avanti, perché non se ne può più”, ribadisce la segretaria del Pd.
Al Circo Massimo arrivato anche Maurizio Landini
C’è anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, tra le persone arrivate al Circo Massimo, per il corteo partito da qualche minuto e scortato dalla polizia in direzione di piazza San Giovanni.
Almeno 50.000 al Circo Massimo
Sono almeno 50 mila, secondo quanto apprende l’AGI, le persone presenti al momento al Circo Massimo per il corteo partito da pochi minuti in direzione piazza San Giovanni.
Manifestanti: “Per Giulia, per tutte: un urlo di battaglia”
“Per Giulia, per tutte: un urlo di battaglia”, Giù le mani dal nostro corpo” e “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”: questi i cori che aprono il corteo che sta lentamente partendo dal Circo Massimo in direzione di piazza San Giovanni. A scortare i manifestanti la polizia. Il corteo è organizzato da ‘Non una di meno’.

La manifestazione contro la violenza sulle donne
Al corteo presenti anche Paola Cortellesi e Luca Zingaretti
Ci sono anche gli attori Paola Cortellesi, Luisa Ranieri e Luca Zingaretti e la cantante Fiorella Mannoia tra le persone arrivate al Circo Massimo per il corteo che, tra qualche minuto, partirà in direzione di piazza San Giovanni.
Al via corteo a Roma, tanti i giovani
Sta lentamente partendo dal Circo Massimo il corteo organizzato da ‘Non una di meno’ che arriverà a piazza San Giovanni, a Roma. A scortare il corteo la polizia. “Donna, vita e libertà”, è il coro dei manifestanti. Tantissimi i giovani presenti nelle prime file.
Manifestanti Roma: Giorgia guarda quanti siamo
“Giorgia (Meloni ndr) guarda quanti siamo” e “siamo tutte transfemministe”: questi due dei cori delle persone arrivate al Circo Massimo, a Roma, per il corteo che tra poco partirà in direzione di piazza San Giovanni. Sono già diverse migliaia le persone arrivate per partecipare.
Faraone: uomini si uniscano a rivoluzione
“Noi uomini, tutti, siamo parte della storia di Giulia Cecchettin e siamo la conservazione contro la rivoluzione, la rivoluzione delle donne”, afferma su X Davide Faraone, capogruppo Iv alla Camera.
“Alcune combattono, tante muoiono, ma tutto si consuma in una quotidianità che ci attraversa. L’emancipazione delle donne – prosegue – sta scatenando processi molto più dirompenti delle baionette, dei cannoni, delle bombe che hanno caratterizzato le più importanti rivoluzioni della storia. E noi uomini – ribadisce – siamo la reazione, lo siamo nelle relazioni familiari, nel lavoro, in politica, nella società”.
“Le vittime dei femminicidi sono eroine spesso inconsapevoli di questa vera e propria guerra scatenata per il cambiamento. Filippo non voleva che Giulia si laureasse prima di lui, così come i maschi non vogliono cedere i posti di comando alle donne e i datori di lavoro pensano che sia giusto pagarle meno o sia un loro diritto molestarle. La lotta per l’emancipazione delle donne – conclude Faraone – è la nostra lotta, non basta disertare, occorre anche passare dall’altra parte della barricata”.
Vaticano spina dorsale del patriarcato
“Vaticano spina dorsale del patriarcato”: c’e’ anche questo tra gli stendardi esposti dai manifestanti arrivati al Circo Massimo, a Roma, per il corteo che tra poco partirà in direzione di piazza San Giovanni. Sono già diverse migliaia le persone arrivate per partecipare. Tra queste moltissimi giovani.
Sventolano bandiere della Palestina
Sventolano bandiere della Palestina alla manifestazione organizzata da ‘Non una di meno’ al Circo Massimo, al centro di Roma. Tra poco dovrebbe partire un corteo contro la violenza delle donne che, dopo un percorso per le vie della Capitale, arriverà a piazza San Giovanni.
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