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Corrado Barazzutti: "In questo momento, per come gioca, Sinner è già il numero uno"

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Ultimo aggiornamento 27 Novembre, 2023, 11:24:27 di Maurizio Barra

Corrado Barazzutti era il capitano dei “quattro moschettieri” che nel 1976 vinsero la prima, e fino a ieri unica Coppa Davis. L’ex tennista azzurro ha dichiarato che questa è una vittoria che “premia tutto il tennis italiano”. Dopo il trionfo in terra di Spagna, quella squadra guidata nel ’76 da Nicola Pietrangeli – formata da Paolo Bertolucci, Adriano Panatta e Tonino Zugarelli – non è più sola. 

“Ero sicuro che avremmo battuto l’Australia, i valori sul campo mi facevano stare abbastanza tranquillo. La vera finale è stata contro la Serbia – ha commentato Barazzutti – Sono felicissimo per i ragazzi perché se lo meritano e poi è un grande premio a tutto il tennis italiano ed a tutto il movimento”.  “In questo momento, per come gioca, Sinner è già il numero uno. Io penso che alla fine del prossimo anno potrebbe esserlo anche per la classifica Atp” ha pronosticato Barazzutti. “Poi la stagione è lunga, ci possono essere tornei che vanno bene ed altri meno, ma ci sono tutti i presupposti perché Jannik diventi numero uno in un anno, al massimo due”. Un primato che contenderà ad altri giovani “come Alcaraz – che lo è stato già -e Rune che si sta facendo avanti, ma lui ci sarà ed anche molto in fretta”. 

 

 il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976 Wikipedia

il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976

“La vera finale di Davis è stata con la Serbia” ha sottolineato ancora Barazzutti, che da allenatore è stato capitano non giocatore dal 2001 al 2020. E’ già storia del tennis italiano il triplo match point annullato a Novak Djokovic nel  nel secondo set contro Sinner, che avrebbe portato la Serbia in finale, e molto probabilmente alla vittoria finale. Sui match point  ,”considerando la storia, del giocatore più vincente di tutti i tempi, ho pensato che la partita fosse quasi finita. “Quasi”, ha rimarcato “perché nel tennis non è mai finita fino all’ultimo punto”. Ma, a dimostrazione che non bisogna mai darsi per vinti, “al primo errore, quando Djokovic ha sbagliato una palla comoda, quello mi ha fatto venire qualche dubbio, forse Nole ha creduto che fosse fatta. Ho pensato che qualcosa poteva cambiare. Poi Sinner ha giocato due colpi eccezionali e da lì non gli ha più lasciato spiragli, ha ripreso in mano il match. Qualcosa si era rotto nella testa di Djokovic”.

 

Il tennista italiano Corrado Barazzutti in una immagine di metà anni '70 Ansa

Il tennista italiano Corrado Barazzutti in una immagine di metà anni ’70

Premesso di riconoscersi in tutti i componenti della nazionale azzurra “perché io caratterialmente sono uno che lotta e combatte fino all’ultimo ed in questa squadra sono tutti così”, parole di elogio Barazzutti ha avuto in particolare per l’esordiente in Davis Matteo Arnaldi: “Negli ultimi mesi ha fatto grandissimi progressi ed è un ragazzo con enorme potenziale. Ieri ha giocato una partita difficilissima, tutti sapevano che se avesse vinto contro Popyrin, la Coppa Davis sarebbe stata dell’Italia. Non era facile giocare in queste condizioni. Farà molto bene in futuro”.

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