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Dopo 3 anni tolto alla famiglia affidataria,corteo a Catania

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 28 Novembre, 2023, 21:40:08 di Maurizio Barra

Sono oltre 38mila le firme
raccolte dalla petizione online sul portale Change.org “Lasciate
Miele con la sua mamma e il suo papà” lanciata dai genitori che
da tre anni hanno in affido un neonato che era stato abbandonato
nel novembre del 2020 a Ragusa. Dopo un intervento della
Cassazione la Corte d’appello per i minorenni di Catania ha
disposto la restituzione del piccolo alla madre naturale.

   
All’iniziativa adesso si aggiunge anche un corteo che si
terrà il prossimo 2 dicembre proprio a Catania: ‘Una marcia per
Miele – Manifestazione pacifica per dare una voce al piccolo’,
che si muoverà da piazza Roma, alle 10, per raggiungere piazza
Università. A promuoverla un gruppo di sostegno che ha attivato
anche un canale su WhatsApp.

   
“Scendiamo in piazza – spiegano gli organizzatori in una
locandina che annuncia la marcia – perché i diritti dei
minorenni non possono essere calpestati. Siamo cittadini che
lottano per il rispetto delle leggi che tutelano i bambini
indignati per loro mancata applicazione. Nulla più”. La
manifestazione è pacifica e i promotori si “dissociano da
qualsiasi forma di violenza sia fisica sia verbale” e nel corteo
“non sono ammesse bandiere simboli di partiti o di
associazioni”.

   
L’iniziativa fa seguito a un provvedimento del Tribunale di
Catania dopo un intervento della Corte di Cassazione che dispone
il ritorno del piccolo dalla madre naturale entro il prossimo 28
dicembre. I genitori affidatari avevano fatto richiesta di
adozione.

   
A trovare il neonato fu il padre naturale che finse di
essersi casualmente ritrovato il piccolo davanti il suo
esercizio commerciale. Il bambino era nato da una relazione
extraconiugale con una donna che aveva già altri due figli,
compresa una ragazzina di cui è lui il padre. L’uomo, col rito
abbreviato, è stato condannato a due anni reclusione per
abbandono di minorenni. Con la stessa accusa è a processo, con
udienza a febbraio del 2024 davanti al Tribunale di Ragusa, la
madre che adesso chiede di potere riavere suo figlio. La donna
ha sostenuto di non volere abbandonare il piccolo, ma di averlo
affidato al padre naturale per portarlo in un ospedale.

   

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