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Garisenda: Emil Banca dona 50.000 euro per il restauro

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2023, 15:56:51 di Maurizio Barra

Emil Banca ha donato 50mila euro
per il restauro della Garsienda. “È un momento importate per la
città e una banca di credito cooperativo come Emil Banca ha il
dovere di intervenire a favore del proprio territorio”, ha
detto il presidente dell’istituto di credito, Gian Luca
Galletti.

   
“Spero che questo sia un esempio seguito da tanti altri,
aziende private e altre banche – aggiunge Galletti – . La forza
di un territorio è data proprio dalla coesione, da questo
modello di sussidiarietà, dove il privato il pubblico lavorano
insieme per risolvere i problemi della città e soprattutto dei
cittadini. Noi abbiamo donato una somma importante e siamo
sempre al fianco dell’amministrazione comunale”.

   
“Ringrazio in maniera sentita Emil Banca il presidente
Galletti e tutto il sistema cooperativo perché è davvero un
gesto di grande generosità e impegno”, ha detto il sindaco di
Bologna, Matteo Lepore. “Questi 50mila euro sono un gesto
importante che metteremo all’interno del fondo per la
salvaguardia delle Due Torri a partire dalla Garisenda”. “Sono
tanti gli imprenditori che hanno già donato e tanti stanno
telefonando per avanzare proposte e promesse – ha aggiunto
Lepore – . Sappiamo che è un momento difficile per i bilanci
delle imprese perché si chiude l’anno e ne inizia un altro.

   
Molte imprese doneranno ad inizio 2024 e le promesse di
donazione che stanno arrivando sono veramente importanti”.

   
Il primo cittadino ha anche voluto ringraziare “Bologna
perché come sempre risponde con grandissima tensione per i beni
comuni. La Garisenda e l’Asinelli sono i nostri beni comuni più
importanti a livello monumentale e indennitario”. Anche i
cittadini stanno donando” attraverso il conto corrente messo a
disposizione dal Comune di Bologna e a partire dai prossimi
giorni potranno farlo anche tramite una piattaforma ad hoc
lanciata da Palazzo d’Accursio. “Queste donazioni sono
assolutamente volontarie e ci permettono di utilizzare meno i
fondi presenti nelle casse del Comune”, che, come ricorda
Lepore, “non stampa moneta, ma utilizza la fiscalità generale”.

   

   

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