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Documentaristi cercano cozze invasive e scoprono un relitto di 128 anni fa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Dicembre, 2023, 22:45:00 di Maurizio Barra

Yvonne Drebert e Zach Melnick stavano girando un documentario su una specie invasiva di cozze quando hanno fatto una scoperta emozionante al largo della costa occidentale della penisola di Saugeen-Bruce del lago Huron, in Canada: il relitto praticamente intatto di un misterioso vascello.

“Abbiamo ricevuto una soffiata: degli scienziati che stavano effettuando un’indagine ittica al largo avevano notato un’anomalia nella lettura del loro sonar, in pratica un’insolita protuberanza su un fondale altrimenti piatto”, racconta Zach Melnick.

A giugno la coppia di film-maker ha realizzato l’immersione con un drone subacqueo (ROV) pilotato dalla sala di controllo di una imbarcazione che consente all’equipaggio di vedere in tempo reale quel che vede la telecamera del robot: “Eravamo giù da pochi minuti quando un’enorme struttura è emersa dalle profondità: era un relitto. Non potevamo crederci“. 

Potrebbe essere la carboniera “Africa” inabissatasi durante una tempesta il 4 ottobre 1895 con tutto il suo carico e l’equipaggio di undici marinai. Ma non è facile identificare il relitto perché è completamente incrostato dai molluschi.

D’altra parte, è merito proprio delle cozze quagga (Dreissena bugensis), che ormai a milioni tappezzano i fondali dei Grandi Laghi, se le immagini sono così spettacolari: “Ci sono così tante cozze che filtrano l’acqua che i Grandi Laghi sono fino a tre volte più limpidi di quanto non fossero mai stati prima”, spiega Yvonne Drebert: “Le cozze sono il motivo per cui siamo in grado di vedere il relitto della nave a quasi cento metri di profondità, senza alcuna luce aggiuntiva”.

Non a caso il documentario della coppia sull’impatto dei molluschi nell’ecosistema dei laghi si intitola “All Too Clear” (Tutto troppo chiaro).

Una trasparenza sinistra: l’acqua cristallina nasconde infatti una drammatica mutazione ecologica in corso nei laghi Ontario, Michigan e Huron in cui ampie zone sono diventate veri e propri “deserti biologici” a causa di questi molluschi che intrappolano i nutrienti base per la vita degli altri organismi, sui fondali.

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