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Slow Food, 'senza suolo non c'è sovranità agroalimentare'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Dicembre, 2023, 21:19:00 di Maurizio Barra

“Abbiamo bisogno di capire quanto
sia fondamentale la terra in ogni nostra giornata di vita sul
pianeta, quanto sia determinante per la sopravvivenza di ogni
essere vivente. Dovremmo imparare a camminarci con rispetto, a
usarla con delicatezza e a respingere ogni abuso”. È l’invito di
Francesco Sottile, agronomo, docente dell’Università di Palermo
e membro del board di Slow Food, che l’associazione stessa
invita a mettere in pratica 365 giorni l’anno e non solo il 5
dicembre, in occasione della Giornata mondiale del suolo.

   
“I nostri suoli – puntualizza Federico Varazi, vicepresidente
di Slow Food Italia – sono messi a dura prova da un consumo
spregiudicato legato a nuovi insediamenti e infrastrutture e
alla desertificazione. Secondo i dati del Rapporto Ispra 2023,
la cementificazione continua ad accelerare, arrivando alla
velocità di 2,4 metri quadrati al secondo. Nell’ultimo anno,
nelle aree a pericolosità idraulica media, sono oltre 900 gli
ettari di territorio nazionale reso impermeabile. Diminuisce
anche la disponibilità di aree agricole: sono oltre 4.500 gli
ettari persi nell’ultimo anno, pari al 63% del consumo di suolo
nazionale, che corrispondevano a 4 milioni di quintali di cibo
prodotto e 2 milioni di tonnellate di carbonio assorbito. I
costi nascosti dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici,
sempre secondo il rapporto, ammontano a 9 miliardi di euro ogni
anno”.

   
Altro dato preoccupante, evidenzia Slow Food, è la
desertificazione. “È un problema sempre più complesso – aggiunge
Sottile – e radicato su basi agronomiche, sociali, forse più
genericamente antropologiche. Basti pensare a un appezzamento di
terra in cui si applica una lavorazione agroindustriale. Si
coltiva una specie in modo esclusivo, eliminando la biodiversità
naturale, e il perdurare negli anni richiede necessariamente
l’uso di chimica di sintesi per il suolo e una meccanizzazione
sempre più spinta. Senza tralasciare che, spesso, dà spazio a
una forma di inquinamento legalizzata come lo sversamento dei
fanghi da depurazione”. Su queste basi l’associazione annuncia
che sarà la fertilità il tema di Slow Wine Fair 2024, , a
Bolognafiere dal 25 al 27 febbraio.

   

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